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Caso tamponi Lazio: la Corte d’Appello rivaluterà le condanne, i dettagli

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Non si è chiuso il caso tamponi per la Lazio. La Corte d’appello infatti rivaluterà le condanne nei confronti di Lotito e dei medici

Dodici mesi di inibizione al presidente Claudio Lotito e per i due sanitari Fabio Rodia e Ivo Pulcini e un’ammenda di 200 mila euro alla Lazio. Questa la condanna dopo il caso-tamponi, con l’effetto collaterale per il patron biancoceleste della decadenza dal consiglio federale. Ma, secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb.com il Collegio di Garanzia dello Sport, pubblicando le motivazioni della sentenza, fa sapere di aver inviato gli atti alla Corte Federale di Appello per tornare sulla stessa al fine di rivalutare la vicenda che si riferisce alle accuse di mancato controllo nell’applicazione del protocollo anti-Covid nel periodo tra il 28 ottobre e l’8 novembre 2020 a seguito di presunte positività al coronavirus riscontrate in diversi giocatori.

Torna in discussione dunque la responsabilità dei medici, visto che il 29 ottobre il dottor Pulcini “dava seguito ai colloqui telefonici intercorsi con il Sisp territorialmente competente”. Dopo questa comunicazione, spettava dunque alle ASL tutto il resto. In più, l’esito dei tamponi UEFA (che uscirono negativi) è un aspetto da tenere in conto. In primo e in secondo grado, invece, c’era stata interpretazione diversa. Ora la vicenda sarà rivalutata.

 

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