Editoriale

L’ANALISI DEL GIORNO DOPO – Un’altra stagione vola via tra gioie e rimpianti. Ma ora cara Lazio, come faremo senza te?

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L’analisi della stagione della Lazio, dopo l’ultima partita stagionale a Torino, persa per 3-1. Ora le vacanze prima dell’inizio del ritiro di Auronzo

Un’altra stagione è volata via, tra rabbie, delusioni, gioie, dolori. Un ottavo posto in campionato, e un’eliminazione precoce in Europa League, vengono alleviati da una competizione vinta con merito e dominata dall’inizio alla fine. La Lazio è l’ultima del treno Champions, ma è la più contenta delle deluse; merito di un ottava posizione, che ha il sapore di quinto posto, grazie alla vittoria della Coppa Italia, che permette alla squadra di Inzaghi di entrare in Europa League senza passare dai preliminari. I biancocelesti concludono ottavi, ma è come se fossero arrivati quinti, questa volta però con la differenza di non rimanere scottati all’ultima giornata; questo è il rovescio migliore di una medaglia che ha visto la Lazio uscire dalla lotta al quarto posto troppo presto. Sicuramente si poteva fare meglio, si poteva andare oltre ciò che è stato fatto. L’annata passata è stata più esaltante, ma poi cosa ne resta se non il rammarico e la rabbia per i tanti torti arbitrali subiti? Andando di paradosso in paradosso, la stagione appena conclusasi, grazie alla settima Coppa Italia messa in bacheca, risulta essere migliore rispetto alla precedente. La Lazio non va in Champions League come lo scorso anno, ma questa volta lo fa alzando anche un trofeo. Due coppe in due anni, due qualificazioni dirette senza passare per i preliminari nell’Europa League. Poteva essere una stagione migliore certo, ma anche peggiore. In Italia vince solo la Juve, lasciando agli altri le briciole. La Lazio come spesso accade negli ultimi anni, è brava a raccoglierle queste briciole e a trasformarli in trofei. Nella prossima stagione i biancocelesti giocheranno la quarta finale dal 2016. Questo non va mai dimenticato o sottovalutato. Occhio a fare i palati fini per un Champions che sfugge a tutti e non solo alla Lazio. Non bisogna mai dimenticarsi da dove si è partiti, con Inzaghi che ha ereditato una squadra fuori dalle coppe e in uno stadio semi deserto. Oggi il club partecipa abitualmente alle competizioni europee e ha un’attitudine alle finali, vissuta prima solo nell’epoca cragnottiana. Non apprezzare tutto questo equivale a buttare 10 euro per terra soltanto perché non si può essere milionari.

RIPARTIRE – La domanda ricorrente nella mente dei tifosi è ricorrente: da dove si riparte? E soprattutto, con chi? I nodi presto verranno sciolti e la società saprà bene quale strada intraprendere per continuare il proprio processo di crescita. La volontà di Tare e Lotito è ben nota, quella di Inzaghi un po’ meno. Le prossime ore potrebbero servire per schiarire le idee e risolvere qualche dubbio. La Lazio sarà competitiva anche il prossimo anno e lo sarà con qualsiasi altro allenatore, anche se l’attuale guida tecnica ha portato la squadra in un’altra dimensione. È inevitabile dire, che è stato fatto un passo in avanti enorme da quando Inzaghi siede sulla panchina biancoceleste e il timore di tutti è quello di tornare indietro dopo aver raggiunto un buon livello. La continuità data dalla Lazio in questi anni dal punto di vista tecnico è ammirevole e su quella strada bisogna continuare. Trattenere tutti i big e resistere alle offerte dei top club può essere contestato, ma squadre come la Roma con una politica economica opposta alla Lazio, si trovano un anno a costruire e l’anno dopo a distruggere. A Formello questo non accade: i big vengono trattenuti e i calciatori da affiancare a loro vengono acquistati col budget disponibile. Quando Tare è stato costretto a cedere ha sempre preso rimpiazzi all’altezza e la Lazio è sempre diventata più forte. Trattenere i cardini però, è il primo passo di un percorso vincente. Il club biancoceleste ha un’ossatura di senatori ottima, composta dai vari Leiva, Parolo, Lulic, Radu, Immobile, Acerbi. A questi sono stati affiancati giovani come Milinkovic, Strakosha, Luiz Felipe. Altri in un’età di mezzo come Bastos, Luis Alberto, Badelj. Con questo mix si può arrivare ancor più lontano, inserendo sempre sia giocatori esperti, che giovani speranze. Ora è tempo di staccare la spina. Tra due mesi si aprirà la nuova stagione. Questa ci ha lasciato tante delusioni, ma anche tante gioie. Le tre vittorie a San Siro, tre come i gol rifilati alla Roma. L’esplosione di Caicedo, la definitiva consacrazione di Strakosha. Gli slalom di Correa decisivi per la Coppa Italia. Le lacrime di Milinkovic dopo l’infortunio, l’esultanza zoppicante e il gol vittoria in finale. La scoperta di un nuovo leader come Acerbi. Le corse sfrenate di gruppo dopo un gol importante. E’ finita un’altra stagione e la cosa bella è che da oggi si inizierà a pensare alla prossima. Arrivederci a luglio. Arrivederci ad Auronzo, lì dove ogni anno tutto inizia. Lì dove si costruiscono i successi. Lì dove si crea una nuova famiglia. Ecco, la famiglia. Questo è la Lazio. Questo continuerà ad essere. Anche in futuro, anche l’anno prossimo. A presto Lazio e buone vacanze. Anche quest’anno te le sei meritate, ma come faremo tutto questo tempo senza te?

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