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Vieri ricorda il 5 maggio: «Che delusione, ne sono uscito a pezzi»

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L’ex attaccante Christian Vieri ha parlato del suo trascorso nerazzurro e di alcuni compagni di squadra. Le parole

Nella lunga intervista concessa a 7, settimanale del Corriere della Sera, Christian Vieri ripercorre parte della sua vita personale e sportiva.

CARRIERA – «Ho ascoltato solo due persone nella mia vita calcistica: nonno e appunto papà. Sapevano di calcio, dopo un minuto di gioco mi “fotografavano”. Due figure forti, fondamentali. E poi la mia fortuna sono stati anche i primi tre allenatori che ho avuto a un certo livello: Rampanti, Mondonico e Cesare Maldini».

IL MIGLIORE IN ASSOLUTO – «Ronaldo il Fenomeno».

MIGLIORE ITALIANO – «Roberto Baggio».

RIMPIANTO – «Essermi fatto male nel 2005, a pochi mesi dal Mondiale poi vinto dall’Italia. Andai in crisi, mi ammazzò a livello sportivo. Ero in Nazionale da 15 anni, ed era giusto che ci fossi anch’io in Germania. Ma oggi non sono più arrabbiato, Dio mi ha abbondantemente ripagato nella vita con la nascita di Stella e Isabel».

GOL MIGLIORE – «Quello dalla linea di fondo quando giocavo nell’Atletico Madrid. Eravamo in Coppa Uefa, e dissi al presidente Gil: “Se segno una tripletta mi regali una Ferrari?”. Lui rispose di sì, e io feci tre gol: quello dalla linea di fondo è nella storia in Spagna, e non solo».

DELUSIONE – «A livello calcistico il 5 maggio. Abbiamo dato tutto ciò che potevamo dare, è stata una fiammata impossibile da descrivere. Ne sono uscito a pezzi».

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