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Strakosha: «Potevo andare alla Roma, grazie a Dio ho scelto la Lazio!». E su Dybala…

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Intervista a 360° a Thomas Strakosha: il portiere della Lazio ha parlato del suo passato e ripercorso le tappe dell’ultima stagione

Ha lottato per un posto da titolare, lo ha ottenuto a suon di prestazioni. Si è confessato ai microfoni di RTSH Sport il portiere della Lazio, Thomas Strakosha. Ha ripercorso le tappe della sua carriera, partendo però dall’intervento più difficile del’ultimo campionato: «La parata sul rigore di Dybala a Torino è stata la più bella di questa stagione, ha regalato alla squadra la vittoria al 96° minuto. Cerco sempre il meglio da me stesso, a volte commetto degli errori ma da questi imparo per il futuro».

IL ‘NO’ ALLA ROMA«Sarei potuto andare alla Roma, ma grazie a Dio ho scelto la Lazio. Naturalmente sono stato influenzato dal direttore sportivo Igli Tare, che con la sua personalità ti colpisce dal punto di vista psicologico. Ha una soluzione per tutte le situazioni che affronta. Un momento difficile è stato entrare in competizione con Marchetti, ma posso dire anche che è stata una bella cosa allo stesso tempo. Mia madre è molto orgogliosa di me, mio padre è più severo, senza dimenticare Tare. Mi piace il calcio spagnolo perché è tattico e veloce, ma anche per lo stile di vita. Il tempo è buono, non così freddo come in Inghilterra».

FIGLIO D’ARTE«Difficile da dire, non so se sarei diventato portiere senza mio padre. Mi è sempre piaciuto il ruolo, quindi ho scelto di essere un portiere. Se non fosse stato per lui avrei potuto fare l’attaccante, ma comunque avrei giocato a calcio, perché è tutta la mia vita. La famiglia mi ha sempre sostenuto e mi ha insegnato a non distogliere mai l’attenzione dagli altri, ma a realizzare tutto ciò che voglio io. Ho sempre sentito commenti sul mio conto secondo i quali sarei arrivato a fare il portiere solo grazie a mio padre Foto, ma non mi turba questo aspetto perché so che li dovrò sentire per tutta la mia vita».

ALBANIA E BERISHA«Ciò che mi differenzia da Berisha è solo l’età. Siamo amici e in nazionale non pensiamo mai a chi giocherà. Abbiamo molte occasioni nelle qualificazioni, ma l’importante è conoscerci bene l’un l’altro. Le amichevoli aiuteranno l’Albania a far conoscere ai giocatori la loro forza, dato che molti nuovi giocatori si sono aggregati da poco. Tuttavia secondo me abbiamo una nazionale molto forte. De Biasi ha fatto la storia con l’Albania, non a caso il primo Europeo l’abbiamo disputato con lui. Il mister ha creduto nel mio debutto. Per Panucci è ancora più difficile, visto che sono arrivati ​​molti nuovi giocatori e quindi tutto è ripartito da zero. Finora ho visto pochissimo Panucci, ma con lui i giocatori devono avere molta disciplina. Con De Biasi è stato più facile allenarci».

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