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Pollace: «Porto la Lazio nel cuore, può vincere lo scudetto» – ESCLUSIVA

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In esclusiva ai nostri microfoni si è raccontato l’ex Lazio Primavera Gianluca Pollace, tra ricordi in biancoceleste e futuro professionale

Le giovanili passate nella Lazio, dagli Allievi Nazionali nel 2011 alla Primavera, fino al trasferimento nel 2015 alla Salernitana e, due anni dopo, la cessione alla Sicula Leonzio. Ora è alla Vastese, in Serie D, con tanta voglia di scalare presto la categoria. Con il club biancoceleste sempre nel cuore, Gianluca Pollace si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni:

La tua esperienza nella Lazio è durata 4 anni, in cui sei stato anche capitano della Primavera. Che ricordi hai della tua avventura in biancoceleste?

«Porto la Lazio nel mio cuore, ho passato anni stupendi e con tante soddisfazioni in biancoceleste. Siamo riusciti anche a vincere tanti trofei, come lo scudetto del 2013, le due vittorie in Coppa Italia contro Fiorentina e Roma e la Supercoppa. Lì mi sono sentito a casa, eravamo una grande famiglia, sarò sempre grato alla Lazio per questo. Formello per me sarà sempre una seconda casa, porto ricordi meravigliosi anche del personale addetto, dai magazzinieri al supervisore all’entrata del centro sportivo».

Simone Inzaghi è diventato, in pochi anni, uno dei migliori allenatori della Serie A. Ti aspettavi una svolta simile nella sua carriera? Com’è il tuo rapporto con lui?

«Ho ancora un ottimo rapporto con Simone Inzaghi, pochi giorni fa l’ho sentito per il suo compleanno. Lui mi ha cresciuto sia come giocatore che come uomo, siamo stati insieme dagli Allievi Nazionali alla Primavera. Oltre ad essere una grandissima persona, è sempre stato un allenatore eccezionale, sta dimostrando sul campo di meritare la fama di cui gode attualmente».

Come valuti la stagione attuale della Lazio? In caso di ripresa del campionato credi possa vincere il titolo?

«Credo che la Lazio abbia ancora tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo e vincere. Trionfare in Serie A sarebbe la ciliegina sulla torta per il lavoro svolto con costanza negli ultimi anni e per i risultati ottenuti fino ad ora in campionato».

Nei tuoi anni alla Lazio, c’è un giocatore delle giovanili che ti ha più sorpreso dal punto di vista tecnico?

«Senza dubbio dico Keita Baldé. Era un giocatore straordinario, aveva un ritmo nettamente superiore a tutti gli altri, non è un caso che poi abbia fatto così bene alla Lazio una volta arrivato in prima squadra».

Tornando a te, come procede la tua carriera? Pensi di poter tornare un giorno alla Lazio?

«Il mio sogno è sempre stato quello di esordire nella Lazio. Ora sono alla Vastese, in Serie D. Mi auguro di poter salire presto di categoria e riprendere il terreno perso in questi anni. Su un ritorno alla Lazio, dico che nulla è scontato nella vita».

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