Settore giovanile

Lazio Primavera, Menichini: «Ho già in mente il sistema di gioco. Su Gustavo Cipriano…»

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Leonardo Menichini, tecnico della Lazio Primavera, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Radio

A Pietralunga la Lazio Primavera prosegue la preparazione pre campionato. Tante le facce nuove, a partire dall’allenatore Leonardo Menichini. Il tecnico, intervistato da Lazio Style Radio, ha spiegato i motivi che l’hanno portato ad accettare l’offerta della Lazio. «Ho lavorato in tutte le categorie, per me questa esperienza nella Lazio Primavera rappresenta una nuova avventura, l’ho accettata con piacere e con tanti stimoli per trasmettere la mia esperienza ai ragazzi e per migliorarli provando ad ottenere risultati sportivi positivi».

GLI OBIETTIVI – «In questa categoria bisogna produrre calciatori e migliorarli per poi portarli nel giro della prima squadra. Serve pazienza, i ragazzi però hanno grande entusiasmo e vanno guidati: devono capire come stare in campo e che bisogna lottare, essere concentrati ogni giorni ed essere attenti ai particolari per entrare nel calcio dei grandi. Tramite il miglioramento del singolo, migliora anche il gruppo. Con dei buoni fondamentali si sbaglia meno e c’è più possibilità di creare gioco. Allo stesso tempo è necessario essere aggressivi e leggere bene le fasi della partita: tanti ragazzi di questa squadra provengono anche dall’estero e, per questo, tutti devono capire al meglio quello che dice il tecnico. Sono curioso anche io, sto analizzando i miei giocatori insieme ai miei collaboratori per migliorare ogni singolo. Tutta la squadra ha voglia di fare, ma c’è chi sta meglio: il gruppo va uniformato e portato avanti».

PRIMAVERA A – «Il campionato sarà molto difficile e di qualità molto alta, c’è bisogno di crescere in fretta. Calendario? Dovremo affrontarle tutte le squadre, dobbiamo prepararci per ogni evenienza perché anche le partite più facili possono diventare le più difficili. Tutto va conquistato sul campo, con sacrificio e voglia di soffrire. Ogni gara nasconde delle insidie e bisogna stare sempre sul pezzo per non incorrere in brutte figure».

SISTEMA DI GIOCO – «Nella mia carriera ho sempre cercato di mettere i calciatori nelle migliori condizioni per lavorare al meglio: stiamo lavorando sulla difesa a quattro, ma non trascuriamo il reparto a tre. I ragazzi devono essere polivalenti e sapersi abituare a più situazioni anche a gara in corso per poi cambiare in base alle necessità. Per conoscere i ragazzi ho visto un po’ di partite della Primavera 2 e per questo motivo conoscevo già qualche calciatore, ma è importante testare i giocatori sul campo. Sono curioso di scoprirli giorno dopo giorno, proviamo a migliorarli grazie anche ad una preparazione atletica che possa supportare le loro qualità tecniche. Il mio credo calcistico è quello di provare a fare un possesso palla che non sia fine a se stesso ma sempre finalizzato alla profondità, quando c’è possibilità di verticalizzare va fatto. Se l’avversario ci aspetta, però, è necessario passare per le corsie esterne per poi cercare l’imbucata per gli attaccanti. Tutti sanno che c’è bisogno di qualità oltre alle idee dell’allenatore, sono i calciatori a scendere in campo ed a decidere le gare con le loro giocate».

LA MENTALITA’ – «Voglio dare tranquillità a questi ragazzi, hanno bisogno del bastone, ma anche della carota e della carezza per farli esprimere al meglio. Non va bene sempre lo stesso metodo per tutte le squadre: bisogna capire quale sarà la medicina migliore per questo gruppo».

GUSTAVO CIPRIANO –  «E’ un ragazzo che ha tanta voglia di imparare, ha ottime qualità ed è sempre molto concentrato: dovrà capire, attraverso una conoscenza dell’italiano, il nostro calcio. Sono fiducioso perché ha ampi margini di miglioramento, ma partiamo da un’ottima base».

LE COSE DA FARE – «Affronteremo la prima squadra quando rientrerà dal ritiro in Germania, poi valuteremo a che punto saremo nella nostra preparazione. I più esperti del gruppo devono aiutare i più giovani, devono essere amplificatori del mio pensiero trasmettendo sul campo il nostro credo di gioco e le loro qualità tecniche. Confido sulla crescita giornaliera di ogni singolo calciatore, dobbiamo lavorare molto con grande umiltà. Essendo giovani è facile sfuggire ai parametri che deve avere un calciatore che ambisce al professionismo: serve grande sacrificio per migliorarsi e per acquisire le nozioni necessarie per la vita di campo».

SALERNITANA – «Ho un grande ricordo di Salerno, mi vogliono tanto bene perché abbiamo vinto un campionato in Serie C. Il Presidente Lotito mi ha chiamato per salvare la squadra ai play-out contro il Lanciano, mentre lo scorso anno siamo riusciti a salvarci con il Venezia in un campionato tormentato. Non sapevamo contro chi avremmo giocato i play-out, non è stato facile tenere la squadra concentrata ad un mese dal termine del campionato. Nell’anno del centenario, però, abbiamo salvato la squadra ed ho ricevuto tanti riconoscimenti da parte della piazza granata. Mi è stato trasmesso tanto affetto, ma ora inizia una nuova stagione e sono concentrato su quello che stiamo facendo».

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