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Lazio, ora è il momento di ‘mettere la testa a posto’

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Servirà fare tabula rasa di tutto quanto accaduto fino a ieri, ora ci sono 8 partite e la Lazio non può più sbagliare

Per tutta la prima parte di stagione si è parlato di ‘timore verso le big’ si perchè la Lazio riusciva a fare punti con le così dette ‘piccole’ ma ogni qual volta si trovava davanti una delle cinque sorelle non riusciva a fare risultato. Dati alla mano nel girone d’andata i biancocelesti hanno perso con Napoli, Juventus, Roma, Inter, Atalanta e pareggiato contro il Milan; in questo girone di ritorno invece il tutto si è capovolto e ora la medaglia si è girata sull’altra faccia: la Lazio vince con le ‘big’ ma fatica con le piccole come dimostra il solo punto ottenuto di sei disponibili contro Spal e Sassuolo, non proprio le ultime in classifica ma squadre nettamente alla portata della compagine di Inzaghi.

MOTIVAZIONI – Se prima si parlava di timore psicologico nell’affrontare le più grandi ora certo non si può parlare dello stesso per le piccole. Il vero problema risiede infatti nella testa: se prima l’approccio remissivo era sbagliato ora quello spavaldo lo è altrettanto. Perchè forse in questi ultimi due match si è sottovalutato l’avversario: non si è tenuta alta la concentrazione e si è pensato di portare a casa il massimo risultato con il minimo sforzo, vedi Ferrara, oppure con troppa foga ma mancanza di precisione e di cinismo e con delle disattenzioni clamorose, vedi ieri contro il Sassuolo. E’ come se i biancocelesti avessero delle amnesie durante il match che però ora rischiano di pagare a caro prezzo.

CORSA CHAMPIONS – Dalla parte della Lazio c’è, fortunatamente, l’andamento altalenante di tutte le squadre che lottano per un posto in Champions che vivono da tutta la stagione periodi positivi e lunghe strisce negative: su tutte Milan e Roma. L’auspicio era quello di andare a San Siro senza il dovere di vincere ma ad oggi non è così: servirà ‘mettere la testa a posto’ e dimostrare che grandi o piccole fa lo stesso, l’obiettivo è solo uno: la Champions.

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