Lazio, Eriksson: «Eravamo fortissimi! Signori? Mi è dispiaciuto, ma…»

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Lazio, Eriksson ha analizzato la figura di Cragnotti e ripercorso gli istanti prima della vittoria dello Scudetto

Sven Goran Eriksson, durante la presentazione del libro ‘La Lazio del Millennio’ di Enrico Sarzanini e Gianluca Teodori, ha ripercorso le emozioni intense vissute durante la cavalcata verso lo scudetto alla guida della Lazio. L’ex allenatore biancoceleste si è soffermato anche sulla figura di Cragnotti:

PRESIDENTE – «Aveva messo tanti soldi a disposizione della squadra. Eravamo forti, lui ha comprato altri giocatori e siamo diventati ancor più forti. Per lui contava solo vincere titoli. Non mi ha dato una data, ma lui voleva vincere. Credevo nello scudetto, c’erano calciatori incredibili. Pensavo, sia l’anno prima che quello dello scudetto, fossimo la squadra più forte d’Italia, forse la migliore d’Europa. Ho pensato… un anno può andare male, il secondo no però».

SCUDETTO – «45 minuti di sofferenza? Ho sofferto tantissimo, quando si lavora tu hai la possibilità di fare qualcosa, in quel caso eri nello spogliatoio dell’Olimpico e non potevi far nulla. Semplicemente pregare, forse, e aspettare. È molto più dura di stare in panchina».

GRUPPO – «I ragazzi hanno accettato il fatto che per vincere non potevano giocare tutti. Ho avuto pochissimi problemi sotto questo punti di vista. Li avevo avvertiti prima della stagione, quasi nessuno è venuto a chiedermi perché non l’avessi fatto giocare. Mi è dispiaciuto che Signori non avesse fatto parte di quella squadra, lui era la Lazio, era il capitano. Per metterlo in panchina, è stata dura. Come allenatore non avrei mai voluto fare così, ma ero convinto che dovessimo cambiare qualcosa. La squadra era forte da anni, ma non aveva vinto, volevo cambiare lo spirito. Nesta me lo ricordo, era il miglior difensore centrale al mondo, anche quando aveva vent’anni. Quella Lazio la migliore del mondo? Chissà, però eravamo molto forti».

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