2015

L’ANALISI DEL GIORNO DOPO – Harakiri biancoceleste! Non vi è luce in fondo al tunnel…

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Non sa più vincere la Lazio, raggiunta nell’extra time da una modesta Sampdoria. Un pareggio che fa più male che bene a entrambe le squadre; ritarda solo di qualche settimana l’esonero di Pioli e allontana la quarta sconfitta consecutiva di Montella.
All’Olimpico l’unica a vincere è stata la noia, trasmessa da una partita sempre controllata dai biancocelesti, incapaci di essere pericolosi negli ultimi 20 metri. Pur senza offrire una grande prestazione il gol era arrivato grazie ad una grande inzuccata di Matri, ma con questa squadra ormai niente è al sicuro. Vedere Marchetti esultare al gol e farsi male subito dopo, fa capire che la fortuna in questo momento non è certamente amica.
Al gioco del calcio si può vincere anche giocando male, ma questa caratteristica non è mai stata dominante nella gestione Pioli infatti, lo scorso anno, sono state poche le partite vinte 1-0. Ogni qualvolta arrivavano i tre punti, erano figli di goleade e match dominati, cose che non avvengono quest’anno. Vincere ieri, seppur in maniera “sporca”, sarebbe stato fondamentale perché nel gioco del calcio nessuna medicina è meglio dei tre punti. Da agosto ad oggi si sta rivivendo il film visto e rivisto dal tifoso laziale. Il secondo anno per qualsiasi allenatore sulla panchina della Lazio equivale a un fallimento. Petkovic e Pioli, in maniera diversa, nel loro primo anno avevano riportato passione e gioia a un popolo che non sapeva più sognare. In questi casi, si sa, a pagare per tutti è sempre l’allenatore anche se ha meno colpe degli altri. La squadra sta cercando in tutti i modi di uscirne ma vede davanti a sè una montagna insormontabile da scalare. Le mani al volto di Biglia al tiro di Zukanovic entrato in rete e le lacrime di Felipe Anderson, la dicono lunga sul morale dei giocatori. Dopo ieri è certificato che la squadra non gioca contro il tecnico: la grinta, la tenacia e la voglia di portare a casa il risultato c’è stata, ma non bastano solo queste componenti. A fine primo tempo di Atalanta-Lazio, giocatasi mercoledì 28 ottobre, i biancocelesti avevano 21 punti. Oggi occupano la dodicesima posizione e di punti ne hanno 20. Dato allarmante quanto significativo.
La stagione almeno in campionato sembrerebbe compromessa. Giovedì inizia la Coppa Italia, competizione mai snobbata nella gestione Lotito. Le coppe rappresentano l’unica ancora di salvataggio per cercare di salvare il salvabile. In Europa League l’andata con il Galatasaray ci sarà il 18 febbraio e tra due mesi ci si augura che il momento sia migliore, altrimenti anche i turchi avranno la strada spianata verso gli ottavi. Tra poco meno di un mese si aprirà il mercato e la società non può esimersi dal fare acquisti. Non serve solo il difensore ma anche altri innesti, sia con qualità che con personalità.
Loro hanno costruito questa squadra e loro devono rimetterla in carreggiata. Undici anni passati nel limbo della mediocrità, in cui il primo a pagare è stato sempre l’allenatore. La gente laziale si prepari a salutare un tecnico capace di riportare 50.000 persone allo stadio, diventato l’ennesima vittima di un sistema, ormai marcio da tempo.

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