Editoriale

Italia, il solito 2-0: ma tra due mesi bisognerà alzarsi sui pedali

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Terza vittoria in altrettante gare per l’Italia nelle qualificazioni mondiali, ma anche in Lituania è stata una prestazione senza squilli

Italia avanti con il suo passo. Non esattamente quello del brillante scalatore che si alza sui pedali e fa emozionare, quanto piuttosto l’incedere sicuro e costante di un passista che spiana le montagne. Oddio montagne, che poi Nord Irlanda, Bulgaria e Lituania sarebbero più assimilabili a cavalcavia o colline di terza categoria.

Tralasciando la discutibile metafora ciclistica, per noi tifosi dal palato fino la settimana Azzurra ha lasciato in dote più di qualche dubbio. La qualità media del calcio proposto è stata ben lontana da quella scintillante cui la banda di Roberto Mancini ci aveva sontuosamente abituato nel recente passato.

E anche nella serata di Vilnius, qualche distrazione di troppo (vedi al capitolo Bastoni) ha addirittura rischiato di mettere a repentaglio un match che andava sigillato tempestivamente. Obiettivo concretizzato solo all’ultimo secondo a causa dell’imprecisione di Immobile e di un approccio molle e deludente nella prima frazione. Sono stati necessari gli ingressi di Sensi e Chiesa per alzare i ritmi e mettere alle corde i modesti baltici.

Critiche (costruttive) a parte, non vanno mai e poi mai trascurati i numeri. Nove punti in tre partite, imbattibilità che raggiunge quota 25 gare e pone ora sullo stesso livello il Mancio con Lippi. Senza dimenticare che per la sesta volta di fila la nostra difesa non ha incassato reti. Ci sarebbe di che essere fieri, entusiasti ed ottimisti. Soprattutto in prospettiva Europei.

La nostra Italia tra meno di due mesi si avvierà all’evento clou del 2021 non da principale favorita, ma sicuramente da possibile/probabile candidata al successo. I freddi numeri, come detto, parlano ampiamente in favore di Barella e compagni. Ma le sensazioni più profonde inducono a pensare che, per coronare il sogno continentale, sarà necessario togliersi la bandana e alzarsi sui pedali come un vero scalatore. Con coraggio, cuore e lucida follia. Da vero Pirata.

Sandro Dall’Agnol

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