Archivio

FOCUS – L’allievo Inzaghi ha già superato il maestro Pioli. E adesso vuole anche batterlo…

Pubblicato

su

Settimana di ritorni ed incroci con il passato, in casa Lazio. Dopo quello di Zarate che è riuscito anche a gonfiare la rete in quello stadio che per ben tre anni era stato la sua casa e che lo aveva consacrato come beniamino del popolo biancoceleste, questa volta è il turno di Pioli e Candreva, due pezzi fondamentali di quel puzzle che pochi anni fa si è incastrato alla perfezione, lanciando a sorpresa la Lazio nell’orbita Champions League. Il calcio, non c’è che dire, sa talvolta regalare incroci curiosi quanto nostalgici; sembrava ieri quando il tecnico romagnolo, approdato nello scetticismo generale sulla panchina dei capitolini, riuscì con il bel gioco ed i risultati, a conquistare un clamoroso terzo posto. All’epoca, Inzaghi ammirava silenzioso (chissà se qualche punta di invidia) le gesta del suo collega, dietro le quinte della Primavera che con sudore ed abnegazione, riuscì a portare alla conquista della Coppa Italia contro gli eterni rivali della Roma. Ma quel successo passò in secondo piano, offuscato dall’impresa di quella Lazio senior che partita a fari spenti, senza i favori del pronostico, riuscì ad avere la meglio in volata sul più attrezzato Napoli, per raggiungere un traguardo che mancava da tempo e che fu celebrato dai tifosi, nell’apoteosi più totale. Questo sport, sa però portarti in cielo ma anche darti improvvisamente una spallata quando meno te l’aspetti, per farti precipitare. Così capita l’anno successivo che quell’allenatore, pochi mesi prima tanto osannato e celebrato a furor di popolo, venga esonerato con la stessa partecipazione collettiva di consensi. Inzaghi nel frattempo, scala un gradino gerarchico; viene eletto a traghettatore ma nel poco tempo che ha a disposizione, fa bene ed anche tanto. Il resto della storia, è nota a tutti; il giovane tecnico, romagnolo anche lui (mera coincidenza o segno del destino?) imbocca una strada molto simile a quella percorsa dal suo collega, conquistando l’ambiente con il lavoro ed il sacrificio e superando addirittura quello che fino a poco tempo prima, era stato il suo maestro. Trentaquattro punti prima della pausa natalizia contro i ventisette racimolati nell’anno d’oro di Pioli ed un terzo posto attuale, lo stesso in cui la Lazio si piazzò alla fine di quel torneo (altra coincidenza o meglio lasciare la cabala da parte?). Una vera e propria sorpresa, per restare in tema natalizio, che il calendario riserva dunque alla Lazio ma il tecnico neroazzurro, il regalo vorrà questa volta farlo a sé stesso e prendersi una rivincita da una società che lo ha allontanato senza concedergli un’altra possibilità. Domenica sera, il primo re magio Zarate, non ha donato sicuramente oro alla sua ex squadra. Speriamo che gli altri due, Candreva e Pioli, non siano altrettanto severi , provando a togliersi qualche sassolino dalla scarpa…

Exit mobile version