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Lazio, De Martino: «Battuta di Rezza puerile. Ripresa? È tempo di decisioni»

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Stefano De Martino, direttore della comunicazione della Lazio, è intervenuto sulle frequenze ufficiali per fare un po’ di chiarezza

Sulle frequenze di Lazio Style Radio, le parole di Stefano De Martino, direttore della comunicazione biancoceleste:

«È tempo di decisioni, se ne discute da diverse settimane. Nel settore calcio ancora non c’è una definizione sulla ripresa e ci auguriamo che possa arrivare. Anche se parlare di sport non è il massimo in questo momento emergenziale. I numeri però sono in discesa e speriamo possano calare ulteriormente. Per quanto riguarda il calcio, credo che tra questa e la prossima settimana ci possa essere una definizione concreta. Si è parlato di analisi e tamponi per i calciatori, si è parlato di una ripresa a giugno: ma è chiaro che questo discorso passi per il Governo. Ci sarà un decreto apposito. Una graduale riapertura c’è già stata con la riapertura delle librerie ad esempio. Io comunque penso che la prossima settimana si deciderà qualcosa, ma la cosa importante è che ci arrivino buone notizie dai comunicati della Protezione Civile».

MISURE SPECIFICHE – «Andrà attutato un protocollo condiviso da tutte le società. La Lazio è già pronta in questo: si raduneranno tutti gli atleti, e quindi serve la massima sicurezza. Servirà un sistema specifico: non so se a coppia o a gruppi, ma in ogni caso ribadisco che la Lazio sia pronta alla ripresa degli allenamenti. Una ripresa che è inevitabile, perché in caso contrario ci sarebbe un colpo durissimo per il sistema calcio. Il nostro augurio è che si possa portare a termine il campionato, ovviamente nella speranza che l’incubo del coronavirus finisca il prima possibile».

REZZA –  «Una battuta infelice, sbagliata, puerile e completamente inappropriata. Lui è chiamato a discutere di un aspetto scientifico in una conferenza stampa che fa il giro dell’Italia e non solo, e quindi è stata una castroneria. Oggi ha provato a riprendersi, dicendo che volesse sdrammatizzare, ma non c’è davvero nulla da sdrammatizzare. Anzi questa risposta è più drammatica della battuta stessa, perché tu sei chiamato a dare un parere scientifico su un dramma e non puoi certo fare battute del genere. Io mi sarei corretto in maniera diversa. Mi dispiace sinceramente».

SQUADRA – «I nostri giocatori hanno passato queste settimane correttamente in casa. Lo dico perché non tutti hanno fatto così, viste alcune fotografie girate. Noi invece abbiamo rispettato le regole: lo hanno fatto i dirigenti, lo staff e i calciatori. Questi ultimi sono rimasti tutti a Roma, privandosi anche degli affetti familiari. Loro adesso sono pronti e hanno voglia di riprendere. Ovviamente l’allenamento a casa non è lo stesso del centro sportivo, ma abbiamo avviato un protocollo per tutti e tutti hanno gli strumenti per allenarsi. Sono dei professionisti e in questi giorni sono stati seguiti dai professori».

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