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Stadio Flaminio, sogno ridimensionato. Si allungano i tempi e diminuisce la capienza

Stadio Flaminio, doccia fredda Lazio. I tempi si allungano, inoltre, diminuisce la capienza. Le ultime novità
Il progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio sognato dalla Lazio ha incassato l’importante parere favorevole espresso dalla Soprintendenza al termine della Conferenza dei Servizi Preliminare, scatenando inizialmente l’entusiasmo della società capitolina. Tuttavia, come rivelato nell’edizione odierna dal quotidiano Il Messaggero, dietro l’apparente via libera si celano prescrizioni molto severe e interventi complessi che rischiano di allungare i tempi di realizzazione dell’opera di quasi un anno, imponendo una revisione profonda delle linee guida progettuali sul campo urbanistico.
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La tutela di Pier Luigi Nervi e le richieste sul nuovo Stadio Flaminio
Nel documento ufficiale di 5 pagine pubblicato dal Ministero della Cultura vengono messi in luce tre nodi fondamentali che non possono essere considerati semplici dettagli. Il primo riguarda l’esigenza di alleggerire l’anello esterno rispetto al progetto originario presentato dalla Lazio, così da rendere maggiormente visibile e valorizzare la struttura originaria ideata e costruita dall’ingegnere Pier Luigi Nervi. Inoltre, la Soprintendenza ha chiesto di contemplare diverse ipotesi per la tutela e la conservazione della storica pensilina che poggia su Via Flaminia, preservandone la memoria architettonica in ottica conservazione dei beni culturali.
Il problema dell’altezza e il taglio dei posti per lo Stadio Flaminio
Il terzo e più spinoso punto sollevato riguarda la volumetria e lo sviluppo verticale della struttura. Il piano di restyling presentato dalla Lazio prevede un impianto in grado di superare i 40 metri di altezza, ben oltre i 17,6 metri attuali e superiore ai 34 metri dell’Auditorium. Gli esperti dovranno quindi rimettere mano al progetto per abbassare l’altezza complessiva dell’opera. Questo vincolo strutturale comporta un danno non soltanto temporale per la mole di lavoro supplementare, ma rischia di incidere drasticamente sulla capienza finale, costringendo il club a rinunciare a circa 10.000 posti rispetto ai 50.000 inizialmente preventivati, riducendo la capienza dello Stadio Flaminio a circa 40.000 spettatori.

