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Sfottò e goliardia: è il Derby della Capitale e i laziali non devono chiedere scusa a nessuno

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Come il più delle volte capita, nel giudicare certi episodi domina il «falso perbenismo»: chi interpreta il gesto di oggi come una minaccia, non sa cosa significa il derby a Roma

Siamo alle solite verrebbe da dire, si perché non c’è peggior cosa nello sport di quando una cosa che ha una base goliardica, ognuno poi può giudicarla di cattivo gusto o meno, viene fatta passare per un reato, una minaccia, qualcosa di così grave da essere punita penalmente. Troppo spesso si assiste a questa gogna mediatica, che se fosse applicata in modo uniforme non farebbe discutere, ma che purtroppo così non è. Non staremo qui a spiegare cos’è il derby a Roma, cosa sono gli sfottò e fino a quale limite una tifoseria può spingersi per non cadere nel cattivo gusto, perché in fin dei conti è di questo che stiamo parlando. I manichini appesi al ponte forse non hanno avuto l’impatto che si sperava risultando invece macabri, ma ciò si può esprimere liberamente e senza problemi e sopratutto chi ha seguito il derby, da quello di andata della Coppa Italia, avrebbe subito dovuto capire che questo era solo l’ennesimo sfottò di un tema preciso: quello dell’incubo che la Lazio è diventata per la Roma. Quello che è sbagliato è voler a tutti i costi strumentalizzare questo episodio e metterlo alla gogna, sbagliando soprattutto perché chi si lamenta e punta il dito è forse il meno indicato per fare la morale. Da sempre i muri di Roma sono stati imbrattati da scritte indecenti, da riferimenti a persone che non ci sono più, e questo cos’è? Goliardia? Non credo… Sfottò? Per niente…, in più gli autori della “coreografia” di ieri hanno rivendicato il loro gesto, firmato Irriducibili della Curva Nord, e quindi in ogni caso si sono assunti le proprie responsabilità, scrivere sui muri è la stessa cosa? Farlo quando nessuno vede e poi ammirare la propria opera nell’anonimato è forse una cosa migliore? No. La goliardia, se è tale, va presa con tutto il pacchetto, e non a seconda della squadra che la subisce in quel momento. Un detto dice: «Quando sei incudine statte, ma quando sei martello devi batte!» e non ci sono parole più adatte, e consiglio che molti dovrebbero seguire, per questo momento storico. La Lazio e i suoi tifosi ora sono martello e ne raccolgono tutte le gioie, la Roma è l’incudine e in questo momento non può far nulla se non subire lo sfottò, perché alla fine è di questo che stiamo parlando.

Jessica Reatini

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