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Quanto guadagna un fisioterapista sportivo?

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Tutto quello che c’è da sapere sulla professione e su come aprire e gestire una Partita IVA da fisioterapista sportivo

Il fisioterapista sportivo è un professionista sanitario che si occupa della riabilitazione degli atleti quando questi ultimi subiscono un trauma durante la pratica dell’attività sportiva. Nella società contemporanea, in cui l’attività sportiva è sempre più diffusa all’interno della popolazione, questa figura sta assumendo sempre maggiore importanza e sono sempre di più i giovani che scelgono questa professione.

Come si diventa fisioterapista sportivo?

Per diventare fisioterapista sportivo occorre conseguire la Laurea che dà accesso all’esame di abilitazione alla professione. Il Corso di Laurea in Fisioterapia ha una durata triennale ed è istituito presso le Facoltà di Medicina e Chirurgia. L’accesso è a numero chiuso e avviene attraverso il superamento di un test di ammissione. I posti disponibili in tutta Italia sono poco più di duemila, per cui occorre prepararsi bene.

Al termine del triennio, nel quale ad esami teorici si affiancano periodi di tirocinio presso strutture abilitate, si sostiene la prova finale, che ha valore di esame di Stato abilitante all’esercizio professionale. Superata quest’ultima, il fisioterapista viene iscritto in un apposito albo.

Dopo il triennio si può scegliere se approfondire le proprie competenze conseguendo la Laurea magistrale o se frequentare un corso di specializzazione o un Master di I livello. Fra questi c’è anche quello in Fisioterapia sportiva, che consente di approfondire tematiche e competenze per chi andrà ad esercitare il lavoro di fisioterapista nel mondo dello Sport.

Cosa fa il fisioterapista sportivo

I compiti del fisioterapista sportivo sono davvero molteplici. In primis vi sono quelli di prevenzione: il professionista previene infatti gli infortuni attraverso trattamenti specifici atti ad aiutare l’atleta a recuperare nel minor tempo possibile dopo la fatica. Oltre a questo cerca di ridurre gli effetti negativi dell’allenamento prolungato sul fisico.

Naturalmente, ai compiti di prevenzione si sommano quelli curativi dopo che gli atleti subiscono dei traumi nella loro attività sportiva. In particolare i fisioterapisti sportivi curano:

  • I traumi (lesioni muscolari o ai legamenti e distorsioni);
  • I processi infiammatori a carico di un muscolo, di un tendine o di un’articolazione (fasciti, lombalgie, pubalgie e tendiniti). Questi processi, se non curati, possono diventare cronici e degenerativi.

Un fisioterapista sportivo può trovarsi a curare singoli atleti o, contemporaneamente, più componenti di una squadra, ognuno con il suo problema specifico.

Il fisioterapista sportivo, infine, darà all’atleta guarito grazie alle sue cure anche dei consigli per prevenire future ricadute.

Ambiti lavorativi e opportunità

Il fisioterapista sportivo può operare in ambiti differenti ed abbracciare nella sua esperienza lavorativa differenti discipline sportive: dal calcio al tennis, passando per lo sci, il ciclismo, il basket e il tennis, solo per citarne alcune.

Ogni sport richiede competenze specifiche, e anche per questo è importante che chi sceglie la professione di fisioterapista sportivo anche dopo il titolo continui costantemente ad aggiornarsi.

Il fisioterapista sportivo ha dunque svariate opportunità lavorative. Può:

  • lavorare come dipendente di strutture sanitarie pubbliche o private;
  • lavorare in forma associata in strutture sanitarie con altri professionisti;
  • avere un contratto individuale per un atleta o una società professionistica;
  • lavorare come libero professionista e seguire più atleti e/o società.

Quanto guadagna un fisioterapista sportivo?

Il guadagno di un fisioterapista sportivo è variabile e dipende da vari fattori come l’ambito e la tipologia dell’impiego lavorativo, l’esperienza maturata e la professionalità acquisita.

Generalmente, chi lavora in società dilettantistiche concorda un prezzo per la prestazione fornita in base al tempo e alla frequenza dell’impiego. Chi opera in società semiprofessionistiche o per strutture come palestre, in Italia ha un reddito che può variare fra i 1200 e i 1500 euro mensili, mentre chi ha la possibilità di prestare la propria attività “in esclusiva” come libero professionista per società e/o atleti professionistici, a seconda dello sport, può superare i 2000 euro mensili di stipendio.

Fra i fisioterapisti meglio pagati ci sono infatti quelli che lavorano per società calcistiche di Serie A.

Il fisioterapista sportivo libero professionista

Un’opportunità concreta per i fisioterapisti sportivi è dunque quella di esercitare come liberi professionisti e sono sempre di più coloro che optano per questa soluzione. Chi sceglie di lavorare in proprio è tenuto per legge all’apertura di una partita IVA come libero professionista.

Durante questa prima fase, il fisioterapista sportivo è tenuto ad una serie di adempimenti, quali: l’attribuzione del Codice Ateco specifico per la professione di fisioterapista, 86.90.21 (Codice Ateco 2007), la scelta del regime fiscale (ordinario e forfettario) e l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Per l’apertura e la gestione della partita IVA i fisioterapisti sportivi possono rivolgersi a Fiscozen, il servizio online “all inclusive” di consulenza fiscale per professionisti e imprese individuali. La piattaforma prevede prezzi differenti in base al regime fiscale scelto: 299 euro più IVA annui per il forfettario o dei minimi, 799 euro annui più IVA per il regime ordinario semplificato.

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