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Lucas Leiva: «Sarei potuto morire in campo. La Lazio mi ha dato tanto, tornerò»

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Lucas Leiva: «Sarei potuto morire in campo. La Lazio mi ha dato tanto, tornerò». Le parole dell’ex centrocampista biancoceleste

Lucas Leiva, ex centrocampista della Lazio recentemente ritiratosi per un problema al cuore, è stato intervistato da Il Messaggero.

BRUTTA SORPRESA – «Ho avuto questa sorpresa, non potrò più giocare, ma almeno di salute sto bene. Avevo la missione di aiutare la mia squadra del cuore, il Gremio, a tornare nel Brasileirao e ci sono riuscito. Quest’anno volevo dare il massimo perché abbiamo un gruppo forte, ma non potrò».

PROBLEMA AL CUORE – «Provo a vedere il lato positivo perché poteva andare peggio. Se non avessi saputo del problema sarei potuto morire in campo. La salute viene prima di tutto e sono felice di stare vicino alla famiglia e agli amici».

FUTURO – «Sto parlando col Gremio, ma mi sto anche godendo un po’ di riposo. Sicuramente mi piace molto la gestione nel calcio e magari farò qualcosa del genere».

LAZIO – «Certamente la seguio. Sta andando molto bene in campionato, a parte qualche momento difficile. Poi sicuramente la vittoria del derby darà uno stimolo in più per la corsa Champions, che so bene essere un obiettivo fisso. È una squadra. In fase di formazione. Ci vuole tempo per capire cosa chiede Sarri, ma i risultati stanno arrivando. Zaccagni può fare ancora di più. Milinkovic continua a dimostrare tutto il suo valore. Lazzari sta giocando meno, ma dà tanto in fase offensiva. Di Marusic ti puoi sempre fidare. Poi c’è Pedro, giocatore straordinario, e Felipe Anderson che è stato fondamentale senza Immobile».

VICE IMMOBILE – «Un giocatore che sostituisca Ciro sarebbe utile, ma bisogna trovare qualcuno che abbia la pazienza di prepararsi per essere l’attaccante del futuro. Immobile è il capitano, ha già dimostrato il suo valore e anche se questa stagione ha avuto qualche infortunio giocherà sempre».

POST LEIVA – «Cataldi lo scorso anno ha avuto una crescita importante e sta migliorando anche difensivamente. Marcos Antonio è un giocatore molto diverso da me, è sbagliato fare il paragone perché lui è più di possesso. Ha avuto qualche difficoltà che non immaginavo, ma si vede che ha un gran potenziale».

SARRI – «Se avrei giocato ancora per lui? Assolutamente sì. È talmente un intenditore di calcio che a volte ti serve molto tempo per capirlo. Ovunque è andato ha vinto. Questa stagione ha avuto i giocatori che voleva e i risultati stanno arrivando. Se poi la squadra ha un’identità chiara non vedo perché non puntare su di lui per tanto tempo».

INZAGHI – «È stato uno degli allenatori che ha sfruttato di più il mio calcio. È una persona straordinaria e ha tante qualità che spesso le persone non capiscono. Ora in Champions purtroppo non c’è più il Liverpool, quindi farò il tifo per lui e gli amici che ho all’Inter».

AFFETTO PER LA LAZIO – «Sono arrivato in una società che mi ha dato tanto, così come i tifosi. Abbiamo vinto tre trofei, ci siamo qualificati in Champions e senza Covid potevamo vincere lo scudetto nel 2020. Roma è una città speciale e di sicuro ci tornerò spesso».

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