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Lucas Leiva: «Lazio, andiamo in Champions! Che gioia la vittoria nel derby, ora prendiamoci la Coppa Italia»

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Lucas Leiva si racconta, l’intervista al centrocampista della Lazio

«Resto alla Lazio fino al 2022. Qui a Roma mi sono sentito bene dal primo giorno. La squadra mi ha accolto al meglio, i tifosi mi hanno abbracciato e la mia famiglia si trova a meraviglia. Potremmo anche viverci per sempre. E’ un’opzione, mi piace molto», inizia così l’intervista di Lucas Leiva al Corriere dello Sport. Il centrocampista brasiliano ha svelato di aver prolungato il suo contratto con la Lazio (la scadenza è stata portata dal 2020 al 2022). Immagina un futuro con la maglia delle aquile e sui prossimi obiettivi da raggiungere. «Vogliamo scalare la classifica e prenderci la Coppa Italia. Il rinnovo è stata una scelta facile, voglio aiutare il club a crescere. Champions? Spero di tornare a giocarla, sarebbe un sogno farlo con la Lazio». Dopo la carriera da calciatore invece. «Mi piacerebbe essere ricordato come un giocatore che ha dato tutto per la maglia, per l’impegno, per il rispetto verso società, compagni, tifosi. Futuro da allenatore? Oggi come oggi dico di no, magari quando smetterò di giocare cambierò idea. Penso più ad un ruolo come direttore o manager, sto cercando di fare chiarezza in me stesso. Guardo la vita che fanno gli allenatori, non è facile, è stressante, più di quella dei giocatori». 

LE EMOZIONI CON LA LAZIO – «Il rigore realizzato il 31 gennaio contro l’Inter è  uno dei ricordi più belli da quando sono a Roma. Prima di battere la carica psicologica era forte. Avevo sbagliato contro il Milan nella semifinale dell’anno precedente, è stato un momento importante. E’ stato bello anche vincere la Supercoppa italiana alla prima partita da laziale»

DERBY – «L’ultima volta è stata una serata stupenda. In un anno e mezzo posso dire di aver vissuto belle emozioni ed altre spero di viverne». 

RAPPORTO CON I COMPAGNI – Milinkovic? Sergej ha tutto ciò che serve ad un giocatore: il fisico, la qualità, la corsa. Palla alta o bassa, per lui non fa differenza. Quando sei giovane puoi attraversare dei momenti difficili, io penso stia facendo una buona stagione. L’anno scorso ha segnato 12 volte in campionato, quest’anno tutti s’aspettavano che facesse di più. Continuo a pensare che possa diventare uno dei giocatori più forti del mondo. Immobile? E’ un giocatore esperto, sa che sta segnando di meno, ma sta aiutando tantissimo la squadra servendo assist. L’anno scorso ha firmato 40 gol, quest’anno è sotto i 20. Vale lo stesso discorso fatto per Milinkovic. Ciro sa che la squadra ha fiducia in lui. Anche Caicedo sta facendo benissimo e Correa ci sta aiutando tanto. Una squadra cresce quando si dividono le responsabilità. Cataldi mi ha impressionato. Lo conoscevo poco, è un giocatore forte, ha l’attitudine del lavoro. Non gioca spesso, è sempre al massimo. E’ importante avere ragazzi come lui in squadra, è un ragazzo d’oro»

DOPPIO CONFRONTO CON L’ATALANTA – «In campionato non siamo dove vogliamo, è inutile pensare alla partita del 15 maggio. Prima della finale giocheremo due volte in campionato, due vittorie ci farebbero arrivare alla finale in modo migliore, con maggiore fiducia. Domenica sarà importante vincere. L’Atalanta sta facendo benissimo. Da un anno gioca un bel calcio, molto aggressivo, è animata da uno spirito incredibile, si sta confermando ad alti livelli. Per noi sarà uno scontro diretto. Siamo dietro, dobbiamo migliorare la classifica. Al momento non siamo neppure in Europa League. Vogliamo giocare in Europa, non possiamo pensare di arrivarci solo attraverso la Coppa. E c’è tanta voglia di vincere il trofeo. Abbiamo vinto due volte a Milano, contro Inter e Milan, per arrivare in finale. La Coppa è un titolo importante». 

ARBITRI – «Qualche volta non abbiamo capito bene l’interpretazione delle decisioni. Su alcuni episodi il Var aiuta molto, ad esempio sui fuorigioco e sui rigori. E’ sempre l’uomo a decidere. A me non dispiace, è un aiuto. Presto la utilizzeranno anche in Inghilterra, è il futuro, dobbiamo adattarci. Speriamo che gli errori interpretativi siano sempre di meno». 

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