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Inzaghi: «Nessun problema a far giocare Keita con la Juventus». E sulla Supercoppa…

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Il tecnico della Lazio, Simone Inzaghi, si è concesso ad un’intervista i cui argomenti principali sono stati il calciomercato e la Supercoppa Italiana

Ormai mancano soltanto tre giorni al match che deciderà la vincitrice della Supercoppa Italiana. Di fronte al proprio pubblico la Lazio vuole stupire, con la consapevolezza che di fronte c’è comunque l’avversario più tosto che sarebbe potuto capitare. Il tecnico biancoceleste, Simone Inzaghi, ha rilasciato un’intervista il quotidiano ‘La Repubblica’, dove ha analizzato la sfida di domenica contro i bianconeri, ma non solo: «Si dice che tutto può succedere, non sempre si aggiunge che succede solo se gli sfavoriti giocano una grande partita. E gli sfavoriti domenica siamo noi».

KEITA BALDE’ – «Non so come andrà a finire, ma fino a quando sarà della Lazio giocherà per la Lazio. Anche domenica contro la sua prossima squadra? Io non ho imbarazzi nel metterlo in campo contro la Juventus. L’imbarazzo dovrebbe provarlo chi consente a un calciatore di giocare due partite in un posto, salutare e andar via. È diventata quasi una normalità, ci stiamo rassegnando. L’errore non è avere Keita sul mercato il 10 agosto, l’errore è che il 10 agosto il mercato sia ancora aperto».

BIGLIA – «Come si parla a un calciatore che vuole andar via? Se vogliono andar via è sempre più difficile convincerli a restare. Con Biglia ho parlato, e pure tanto. Mi è dispiaciuto vederlo partire, ma alla fine se in un posto non rimani volentieri è meglio salutarsi, più giusto per tutti, anche se fa male».

CALCIOMERCATO – «Alle partite ufficiali bisognerebbe arrivare con le squadre definite e con le trattative chiuse. Se non è possibile chiudere il 31 luglio, almeno il 10 agosto. L’ho già detto, e non sono il solo a pensarlo».

JUVENTUS – «Senza Bonucci la Juve ha perso qualcosa: mi secca solo che sia andato al Milan, a rinforzare una squadra arrivata l’anno scorso dietro di noi. Ma queste partite è bello giocarle pure così, rincorrendo e sperando di ribaltarle».

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