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Lazio, Biava: «È ora di sfatare il tabù tra Inzaghi e Sarri»

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Lazio, le parole dell’ex difensore biancoceleste Biava in vista del prossimo impegno della squadra di Inzaghi contro la Juventus

Sarà una sfida sicuramente senza esclusione di colpi quello di sabato tra Lazio e Juventus. L’ex difensore Beppe Biava ne ha parlato ai microfoni di Lazio Style Radio.

«La Lazio sta volando. È tempo di sfatare il tabù tra Inzaghi e Sarri. I biancocelesti vengono da 6 vittorie consecutive, stanno esprimendo un bel gioco mentre la Juve l’ho vista in difficoltà contro il Sassuolo. Loro sanno sempre come reagire ai momenti complicati, ma può essere l’occasione giusta per portare a casa i tre punti. Tenere la porta inviolata è sempre importante. Per raggiungere gli obiettivi serve sempre avere una grande solidità offensiva, dunque sarà fondamentale anche per la Lazio. Davanti non ci sono problemi, tra Immobile e Correa la squadra segna sempre. Quindi mantenere la porta inviolata spesso significa vincere».

DIFESA – «Luiz Felipe per caratteristiche si completa alla perfezione sia con Acerbi che con Radu. È bravo a scegliere sempre i tempi giusti per l’intervento, è rapido quindi è in grado di recuperare bene anche se viene saltato. Nonostante l’età è un difensore affidabile. Acerbi è esperto, il leader della difesa. Non a caso ora è un perno anche in nazionale Lui e Radu possono aiutare il brasiliano nella crescita, e la fase difensiva della Lazio ne sta giovando. Quando gioca Patric magari concedi di più dietro, ma hai un valore aggiunto in fase di impostazione. Ha buon passo, buona visione di gioco, crea superiorità a centrocampo portando palla. È simile a Luiz Felipe, che è ugualmente bravo nell’impostare».

JUVENTUS«Chiellini è una perdita importante per la Juve, che ne ha risentito a livello di gol subiti. La tipologia di gioco che vuole inculcare Sarri deve essere ancora assimilata dai giocatori. Prima, con Allegri, se i bianconeri andavano in vantaggio per gli avversari era difficile persino fare un tiro in porta, non solo segnare. Sarri vuole che la squadra pressi più alta, quindi è più semplice che prenda gol rispetto al passato. De Ligt ha 19 anni, era normale che all’inizio soffrisse il passaggio dal calcio olandese a quello italiano. Tutta la difesa è andata in difficoltà per il cambio di allenatore in realtà. Nell’uno contro uno però de Ligt è tosto da superare, ma essendo abituato ad aggredire in avanti forse lo si può aggirare con dei lanci a scavalcare la difesa. Così si può fare male alla Juve».

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