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Felipe Anderson, serve umiltà: il rimprovero di Inzaghi

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Piccola discussione domenica sera tra Inzaghi e Felipe Anderson dopo Milan-Lazio: il brasiliano non è contento di essere schierato terzino

A calcio non si può sempre vincere. E’ una sconfitta che sa di lezione quella incassata dalla Lazio a San Siro contro il Milan. Sarebbe servita più umiltà e meno presunzione di fronte ad una squadra lavoratrice e grintosa. Inoltre il tecnico Simone Inzaghi deve risolvere un piccolo problema che si è venuto a creare in questi giorni: come riportato dal Corriere dello Sport, Felipe Anderson avrebbe ciondolato con la testa quando gli è stato chiesto di tornare sulla fascia per agire come un terzino. In questo momento l’allenatore piacentino ha bisogno della disponibilità di tutti, non sono permessi questo tipo di atteggiamenti. Da questo punto di vista Nani è diventato un esempio per la professionalità e la cattiveria che ci mette quando viene chiamato in causa, anche a cinque minuti dalla fine.

MOTIVO TATTICO – Doveva essere la stagione della definitiva consacrazione per il talento brasiliano, l’infortunio invece lo ha rallentatato. L’improvvisa esplosione di Luis Alberto ha tagliato fuori dal gruppo dei titolari Felipe Anderson, ora costretto a sudare per una maglia da protagonista. I patti ad inizio campionato non erano questi, l’ex Santos avrebbe dovuto essere la spalla di Ciro Immobile. I tempi però cambiano e i malumori aumentano. Per il bene della Lazio serve un’inversione di marcia, la Champions League sarebbe la svolta per tutti.

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