2013

Varsavia, i genitori dei detenuti incontrano Letta. Il ministro degli Interni polacco: “Quei tifosi sono dei banditi!”

Pubblicato

su

VARSAVIA – Proseguono i contatti diplomatici tra Italia e Polonia per sistemare la situazione dei 22 tifosi della Lazio ancora in carcere, dopo gli incidenti del pre-partita tra Legia Varsavia e Lazio di giovedì scorso. 

LETTA: “HO CHIESTO DI ACCELERARE LE PROCEDURE” – È stato infatti argomento di discussione tra il premier Enrico Letta e il suo omologo polacco Donald Tusk, nell’ambito della conferenza congiunta tenutasi nel primo pomeriggio in Polonia. “Sugli incidenti avvenuti a Varsavia – ha detto il presidente del Consiglio – e sugli arresti di italiani, in un numero significativo, di cui alcuni sono in carcere, ho espresso preoccupazione chiedendo nel rispetto delle leggi e della separazione dei poteri una attenzione particolare e la massima accelerazione possibile nella applicazione delle regole”. Letta ha poi continuato: “Farò di tutto per accelerare le procedure nel rispetto delle regole e farò un appello al procuratore generale e al ministro della Giustizia affinché seguano personalmente la vicenda al fine di evitare lungaggini”. È ciò che ha detto anche ai tanti familiari dei tifosi laziali arrestati presenti a Varsavia. 

I PARENTI DEI RAGAZZI IN CARCERE: “SPERIAMO ARRIVI UNA SVOLTA” –
 Il presidente del Consiglio si è recato infatti all’ambasciata italiana per rassicurare le famiglie dei 22 detenuti nel carcere di Bialoleka: “Si è dimostrato informatissimo su ogni dettaglio – racconta Valentina, sorella di uno dei ragazzi detenuti – e ci ha assicurato che si sta impegnando per far tornare prima possibile tutti a casa”. “Ha salutato tutti noi – continua Giovanni, il padre di uno dei ragazzi in cella – e poi si è intrattenuto a parlare per una mezzoretta con due nostri rappresentanti. Ha voluto conoscere tutta la storia e noi gli abbiamo lasciato un comunicato. Parlando con gli avvocati, sembra che per i dieci che hanno già ricevuto una condanna, si parli di una tempistica di circa 15 giorni, mentre per quelli che ancora non sono stati condannati il tempo di attesa potrebbe essere di una settimana. Speriamo che a questo intervento del premier possa seguire una accelerazione importante”.


IL MINISTRO DEGLI INTERNI: “QUEI TIFOSI SONO DEI BANDITI” – “Comprendo il dolore dei familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia, ma la verità è che una parte di loro si trova a Varsavia per assistere i propri figli “banditi”. Lo ha dichiarato alla tv polacca il ministro degli Interni Barlomiej Sinkiewicz sottolineando che “la legge è uguale per tutti, sia per i polacchi sia per gli stranieri”.

LA LETTERA AL PREMIER: “SCARCERAZIONE PRIMA POSSIBILE” – Ecco la lettera che i parenti dei 22 ragazzi in carcere hanno consegnato al premier Enrico Letta: 
“All’ambasciatore italiano in Polonia, al presidente del Consiglio Onorevole Enrico Letta e al Ministro degli Affari Esteri Emma Bonino.
Come saprete alcuni cittadini italiani stanno vivendo una spiacevole esperienza iniziata in occasione dell’incontro di calcio Legia Varsavia-S. S. Lazio del 28-11-2013. In tale occasione, prima dell’incontro di calcio sono state fermate preventivamente circa 150 persone e trattenute nei vari commissariati di Varsavia senza comunicazioni con l’esterno e sottoposte nelle successive 48 ore ad un giudizio sommario, in assenza di assistenza legale adeguata e di prove sufficienti, almeno per i casi dei procedimenti a cui alcuni familiari hanno assistito direttamente.
Il tribunale ha disposto la carcerazione di 22 ragazzi, prevalentemente intorno ai 20 anni, di cui  – 10 giudicati per direttissima e condannati a pene tra i due e sei mesi, con capi di imputazione non sufficientemente chiari perché ancora i legali non hanno avuto accesso ai relativi fascicoli. – 12 rinviati a giudizio, ma sempre in stato di carcerazione preventiva in attesa di ulteriori prove.
Alla luce di tutto ciò i familiari e i parenti presenti a Varsavia per fare visita ai propri cari ingiustamente detenuti chiedono urgentemente: 1) Che il GOVERNO ITALIANO ai suoi massimi ed adeguati livelli intervenga presso le autorità della repubblica polacca affinché attivi immediati meccanismi per evitare che questi giovani cittadini italiani continuino a permanere in carcere per reati tutti da provare, reati che peraltro non hanno corrispondenza di pene in Italia e nel resto di Europa, e si pervenga al più presto alla SCARCERAZIONE. 2) Poiché per i ragazzi in carcere in attesa di giudizio la procura sta prospettando una ipotesi di patteggiamento per risolvere la situazione, si accerti quali conseguenze possa avere in Italia una condanna patteggiata in Polonia sul futuro di questi giovani.
In considerazione della presenza odierna a Varsavia del presidente del Consiglio, Onorevole Enrico letta, richiediamo un incontro per rappresentare la situazione ed esplicitare le proprie legittime richieste.
Le famiglie dei giovani ingiustamente trattenuti in carcere”. 

Repubblica.it 

Exit mobile version