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Renato Augusto difende Felipe Anderson: «In difficoltà perché gioca in un ruolo non suo»

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“Giocare le Olimpiadi in Brasile è il mio sogno”. Quante volte avremo sentito queste parole attribuite a Felipe Anderson. Il laziale, alla fine, pur con qualche difficoltà (ricorderete la querelle prima con Bielsa e poi con il club per la convocazione) è riuscito a partecipare alla kermesse olimpica ed è in semifinale contro l’Honduras.

 

Fino ad ora tuttavia, sia il Brasile, sia Felipe non hanno per nulla entusiasmato. Anzi, il centrocampista laziale ha dato seguito alle prestazioni scialbe sciorinate lo scorso campionato con l’aquila sul petto e dal quarto di finale contro la Colombia in poi (e cioé da quando il ct Rogerio Micale ha cambiato modulo abbandonando il 4-3-3 in favore del 4-2-3-1) è uscito dall’undici titolare.

 

A prendere le difese di Pipe ci ha pensato il connazionale Renato Augusto, centrocampista del Beijing Guoan, ex Leverkusen: “Con Thiago Maia giocavamo a tre a centrocampo con Felipe Anderson che però era in un ruolo non suo e non ha potuto rendere al meglio – spiega il fuori quota della Seleçao olimpica ai microfoni di Globoesporte.com-. In quel modo abbiamo ottenuto risultati non esaltanti. Mentre invece con l’inserimento di Walace è stato diverso. Ci siamo messi a due sulla mediana e lui essendo forte fisicamente, ha dato maggior copertura alla squadra”.

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