2013

Proc. Di Martino: “Purtroppo il fenomeno delle scommesse non si è mai arrestato”

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Roberto Di Martino, il procuratore di Cremona che l’1 giugno 2011 ha iniziato la battaglia contro il calcio malato, ieri ha potuto confermare alla stampa la convinzione che ha da tempo: il fenomeno delle partite truccate purtroppo è ancora presente in Italia. Ecco le parole di Di Martino riportate dal Corriere dello sport:

Procuratore Di Martino, siamo di fronte all’ennesima svolta dell’inchiesta sul calcio malato?

“Diciamo che questa è una nuova parte d’indagine che fa riferimento a due diverse associazioni dedite alla manipolazione di eventi calcistici. Una di queste è composta da soggetti inseriti nell’associazione, o se preferite nella presunta associazione, della quale si è parlato nei precedenti interventi ovvero quella che faceva capo a Erodiani e Pirani. L’altro è un gruppo di persone nuove che ha lavorato per alterare i risultati dei campionati di B e Lega Pro della scorsa stagione”.

Chi sperava che la piaga fosse sparita sarà amareggiato.

“Gli ultimi sviluppi ci hanno fatto capire che in Italia purtroppo le cose sono continuate come prima e che il fenomeno non si è arrestato. Nonostante i provvedimenti di custodia cautelare e le indagini, buona parte di questi personaggi continua a fare quello che faceva. Non sono un opinionista e non voglio parlare dello stato di salute del calcio italiano, ma il fumus della manipolazione è evidente”.

Quante gare sono coinvolte?

“Ci sono circa trenta partite di Serie A nelle quali ci sono contatti tra CIV (Francesco Bazzani) e calciatori o dirigenti. E poi ci sono gli incontri della seconda organizzazione che si riferiscono alla Serie B e alla Lega Pro della passata stagione. Sono un’altra cinquantina abbondante, tra aprile e maggio”.

Tra gli arrestati ci sono anche Mister X e Mister Y rispettivamente Francesco Bazzani e Salvatore Spadaro.

“Da molto tempo avevamo individuato quello che i giornali chiamano, con un termine un po’ fastidioso o fantascientifico, Mister X. Per la precisione abbiamo individuato due persone che hanno ricoperto questo ruolo, individui che, sfruttando conoscenze nell’ambito dirigenziale di formazioni di Serie A, potevano manipolare le partite e vendere pacchetti di risultati a pochi minuti dal fischio d’inizio. Le vecchie intercettazioni, quelle che ruotavano intorno al gruppo dei bolognesi, ci indicavano la presenza di una persona con il soprannome CIV (Bazzani) che era considerata una specie di eminenza grigia nel settore. Si parla di grossi introiti, di un personaggio che per intervenire chiedeva centinaia di migliaia di euro. Dai 600-700mila ai 300-400mila. Accanto a lui c’era il Vecchio o il Vecchietto (Spadaro) che svolgeva un lavoro analogo. La figura di Bazzani appare prominente su quella di Spadaro”.

Qual era il loro modus operandi?

“Erano in contatto tra loro, ricevevano telefonate dagli stessi personaggi (Bellavista è uno di questi), si incontravano e poteva succedere che uno prenotasse la stanza d’albergo all’altro. Il loro hotel di riferimento era l’Una Tocq di Milano, il vero luogo di contrattazione per le partite di Serie A. Il 15 maggio 2011 (il giorno dopo Lazio-Genoa 4-2) lì c’erano gli zingari, gli ungheresi, Mister X, Mister Y…: insomma tutti. Più spesso si esponeva esternamente il “Vecchietto” Spadaro rispetto al “CIV” Bazzani, ma offrivano lo stesso servizio: ricevuto il pagamento di questi soldi, i due davano il via libera al dirigente della squadra e questo contattava i suoi giocatori, pronti a lucrare sulla combine. Poi arrivava la comunicazione del match truccato per consentire ai “compratori” dell’informazione di poter scommettere”.

Avete individuato nuove partite sospette del passato?

“In alcuni casi l’intervento di queste persone è su incontri che già consideravamo manipolati e quindi il materiale raccolto non fa altro che rafforzare il nostro impianto accusatorio. In altri casi si tratta di gare nuove, sulle quali abbiamo un dato nudo e crudo ovvero i contatti via telefono o sms di Mister X e Mister Y con dirigenti e calciatori, ma non le intercettazioni. E’ un dato più equivoco perché manca la prova della manipolazione, ma stiamo lavorando”.

Cosa può dirci dell’inchiesta sulle partite sospette della scorsa primavera?

“Lo Spadaro aveva ripreso la sua attività di pilotare i match delle serie minori e lo faceva ricevendo indicazioni da persone che fanno o hanno fatto parte delle compagini dirigenziali di squadre minori. Uno di questi era Rinci (team manager del Riccione 1929). Ci sono circa 50 partite non manipolate di sicuro, ma nelle quale viene indicato un “probabile” risultato poi divenuto realtà. Non si tratta solo di informazioni perché se lo Spadaro si comportava in un certo modo nel 2011, non può aver cambiato modo di lavorare. C’è un tariffario usato da questa organizzazione che si è mossa fino a 3-4 giorni fa: per ogni partita di B venivano investiti 200-300mila euro. Ne abbiamo un riferimento in un’intercettazione nella quale si parla di 25.000 euro a testa versati a 5 giocatori e di 75.000 euro per l’allenatore. Non siamo di fronte alla vendita di notizie, ma alla manipolazione di partite”.

Con le perquisizioni di ieri avete trovato materiale interessante?

“I primi riscontri dicono di sì. Ci sono appunti di scommesse e fogli interessanti oltre ai computer che dovremo analizzare. C’è molto lavoro”.

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