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FORMELLO Stop per Correa: reparto offensivo in emergenza

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Problemi di formazione per mister Inzaghi

La seduta mattutina di oggi non regala buone nuove a mister Inzaghi che deve fare i conti con pesanti assenze e stop imprevisti per la sfida di Europa League contro il Celtic. L’ultimo è quello di Joaquìn Correa. L’argentino scende in campo con i compagni, poi durante la fase di possesso palla si accascia a terra e si fa applicare del ghiaccio sul polpaccio. Pochi secondi per riprovare, poi però sconsolato abbandona il campo. Le sue condizioni andranno valutate nelle prossime ore. Una brutta notizia che arriva nel momento peggiore viste le assenze di Caicedo e Immobile. Entrambi ieri si sono presentati presso la clinica Paideia per dei controlli. Il primo per un problema alla clavicola, l’ex Borussia Dortmund invece aveva in programma una visita al ginocchio. Assenti anche Adam Marusic e Stefan Radu: problemi muscolari per entrambi, molto probabilmente torneranno dopo la sosta.

LAZIO-CELTIC SI AVVICINA – Il reparto offensivo deficitario apre diversi interrogativi sull’undici che potrebbe scendere in campo giovedì col Celtic. Se Immobile dovesse farcela, al suo fianco potrebbe essere avanzato nuovamente Luis Alberto. C’è anche Adekanye fra i possibili candidati, ma finora Inzaghi lo ha preso poco in considerazione e difficilmente lo schiererà in una partita così importante. Il possibile spostamento di Luis Alberto potrebbe favorire Berisha a centrocampo, vista l’assenza per squalifica di Cataldi. Leiva riposerà, oggi non si è allenato così come Lukaku (assente per il secondo giorno consecutivo). Parolo prenderà il posto del brasiliano, Milinkovic completerà il terzetto. In difesa Acerbi pronto a spostarsi sul centro-sinistra, Vavro tornerà da centrale. Dubbio sul centro-destra fra Patric e Luiz Felipe. Lo spagnolo è il jolly: potrebbe anche giocare come esterno a sinistra nel caso di assenza di Lulic che oggi non si è allenato con i compagni. Domani sarà il giorno decisivo per sciogliere i dubbi, Inzaghi ha altre 24 ore per pensarci.

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