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Caso Allardyce, Morrison ‘vittima’ dell’ormai ex ct dell’Inghilterra

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67 giorni. Poco più di due mesi e il tempo di una sola partita. Tanto è durata l’avventura di Sam Allardyce sulla panchina della Nazionale inglese. L’ormai ex ct, costretto alle dimissioni di comune accordo con la Football Association, è rimasto coinvolto in uno scandalo sollevato da due reporter del Telegraph.

 

LA TRAPPOLA – I due giornalisti, fingendosi uomini d’affari, avevano incontrato ‘Big Sam’ prima che accettasse di sedere sulla panchina dell’Inghilterra. Durante la chiacchierata il manager britannico aveva confessato loro di essere a conoscenza di agenti e procuratori in grado di aggirare le rigide leggi inglesi che vietano l’acquisto di calciatori di proprietà di fondi (le cosiddette TPO, third-part ownership ndr).

 

MORRISON VITTIMA DEL SISTEMA? – Secondo quanto emerso finora tra le vittime degli affari poco chiari di Allardyce ci sarebbe anche il laziale Morrison (oggi separato in casa a Formello): ai tempi del West Ham, Ravel chiedeva un aumento di stipendio, richiesta che sarebbe stata esaudita soltanto se il ragazzo si fosse legato a un nuovo agente, tale Curtis. Morrison però si rifiutò e così fu ceduto al QPR. Allardyce si è già affrettato a smentire ai microfoni del Sun: “Non c’è niente di vero, non mi sono seduto con Morrison per fargli firmare qualsiasi cosa con un agente”.

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