2013

Adesso Keita deve diventare titolare. Per Petkovic è ultimatum

Pubblicato

su

Stavolta l’ultimatum lo lancia direttamente il presidente Claudio Lotito: tre giornate, due partite fuori casa (Torino e Verona) più una interna (Livorno) e poi, un minuto dopo l’annuncio del nuovo commissario tecnico da parte della Federcalcio svizzera, si arriverà al nocciolo della questione: continuare con Vladimir Petkovic o dirgli addio?
Scrive il Corriere della sera, incassata l’auto-candidatura dell’ex commissario tecnico dell’under 21 Devis Mangia (“Chi non accetterebbe la panchina della Lazio?”) e la disponibilità di Giovanni Trapattoni, il presidente ieri ha ribadito l’aut-aut di fronte alla squadra: un’ora di sfuriata nella quale è finito un po’ tutto, dallo scarso rendimento dei giocatori alle pessime scelte tecniche che, di fatto, hanno portato la Lazio a sprofondare contro il Napoli.
La sconfitta inchioda il tecnico alla realtà dei fatti: quella, cioè, di un’annata mediocre, di una squadra che di settimana in settimana vede volar via un obbiettivo per volta fino a ritrovarsi, ora, a soli 5 punti dalla zona retrocessione. Un campionato senza traguardi, perfetto, insomma, per togliere le briglie al talento di Keita, il grande escluso di lunedì sera.
Perché i tifosi (oggi la Nord vola a Varsavia in soccorso ai 22 ancora in carcere) lo vogliono titolare e Lotito pure. Forse è l’unica cosa su cui sono in sintonia. L’unico ancora perplesso di fronte ai colpi del 18enne ex Barcellona sembra proprio “Petko”. Per lui il ragazzo non ha ancora la testa del professionista e probabilmente c’entra qualcosa la passione verso la movida romana che Keita condivide con Tounkara, altro talento in odor di promozione tra i “big”. Ma forse è solo l’allenatore ad essere un po’ fermo sulle gambe, unico straniero con l’idiosincrasia verso i giovani, un difetto che sembrava tutto italiano.
Eppure alternativa non c’è. Gli ultimi 20’ contro il Napoli hanno lanciato due inequivocabili segnali che Petkovic deve captare, se vuole fare l’ultimo tentativo con il defibrillatore. Primo: Keita titolare. Un po’ per meriti del giocatore, che è tutto meno che acerbo e il gol siglato a Reina lo testimonia, e un po’ per contingenze, visto che l’attacco della Lazio, senza di lui, è morto. Secondo: Radu centrale. Perché Cana e Ciani (per non parlare di Novaretti), soprattutto senza la protezione di Ledesma, sono troppo lenti e macchinosi. Serve più velocità al centro e non una difesa che si poggia solo sul fianco sinistro. Lulic se ne farà una ragione. Da terzino. Ultima grana: contro il Napoli Gonzalez si è fratturato una mano e rischia di star fuori un mese. Ci sarà Petkovic ad aspettarlo?

Exit mobile version