Razzismo: due pesi e due misure

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Il problema del razzismo in Italia è più vivo che mai. Questo fenomeno assume contorni ancora più marcati se si manifesta all’interno del circus del pallone, come succede puntualmente ogni domenica. Spesso si fa finta di non vedere e di non sentire, altre volte ci si perde in moralismi e demagogia. Un malcostume diffuso e sintomo d’ignoranza dilagante che dovrebbe preoccupare il paese, ma del quale in fondo sembra importare a pochi. La giustizia sportiva ad esempio, almeno quella italiana, sembra ormai considerare qualsivoglia manifestazione di razzismo in maniera ipocritamente molto tiepida. L’esempio lampante è quello della Juventus, capolista in campionato ma anche per quanto riguarda questi incresciosi episodi: i cori di domenica contro i catanesi e contro Balotelli (che con la partita non centrava nulla) sono stati puniti con 4000 € di multa dal giudice sportivo Tosel. Troppo pochi, per una tifoseria che dall’inizio del campionato ha collezionato otto multe per un corrispettivo di 91.000 €. La recidività dovrebbe portare a qualcosa di più concreto che a semplici sanzioni pecuniarie.

La mano pesante invece, dimostra di avercela l’UEFA, che ieri a Nyon ha respinto l’appello della Lazio confermando i due turni a porte chiuse per l’Olimpico, comminati dopo il saluto romano di un gruppo di tifosi contro il Mönchengladbach. Lotito commenta amaro: “Non si rendono conto che è un provvedimento spropositato. Non è stata minimamente valutata la nostra documentazione né il rapporto delle forze dell’ordine. Ci hanno chiesto anche come ci siamo comportati domenica sera. Quattro giorni di ricorsi e spese sprecati”. La Lazio dovrà così affrontare senza il suo pubblico l’ottavo di ritorno contro lo Stoccarda, e lo stesso dicasi per l’eventuale quarto di finale in casa.Oltre al danno la beffa, la Lazio è stata multata anche di 10.000 euro per lo striscione contro Platini.

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