Porte chiuse, avv. Gentile: “Faremo ricorso, ma era una morte annunciata…”

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Una condanna che si aspettavano tutti e alla fine è arrivata. Per conoscere le prossime mosse della Lazio, Radio Sei ha contattato il legale del club biancoceleste, Gianmichele Gentile: “Domani faremo ricorso per ridurre la pena, ma purtroppo questa era la morte annunciata, i segnali erano stati piuttosto precisi. C’era stata la decisione di ottobre dopo la sfida con il Tottenham, poi il ritorno a Roma e l’episodio di Campo dè Fiori. Era stata data una sanzione di 40 mila euro, poi una seconda di 90 mila euro. Dopo la partita con il Maribor c’è stata la stangata, con la pena di porte chiuse ma sospendendo per due anni la pena sperando che ci fosse un segnale di attenzione”. Un pensiero diverso da quello del presidente Lotito: Il problema esiste ed è inutile che lo ignoriamo, non siamo vittime di una repressione cieca, dobbiamo comprendere che bisogna adeguarsi alle regole della Uefa. Le fotografie che gli ispettori hanno allegato al loro rapporto non evidenziavano gesti di questo genere, sono stati solo mezzora sotto la Curva Nord, ma questo mette in luce quanto la Lazio sia sotto osservazione per il problema dell’anti razzismo, viaggiamo purtroppo con questo marchio e ci dovremmo dare un abito consono al ruolo che ad oggi ha la società. E’ normale che non si possa punire una tifoseria intera per 200 tifosi, ma sono tutti gli altri che dovrebbero fermarli. Bisognerebbe far capire che fare il saluto fascista allo stadio non serve a niente, crea un danno e rovina lo spettacolo”, ha concluso Gentile.

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