Patarca elogia Nesta: “Difficile scoprire altri giovani come lui”. Poi sul passaggio alla Roma del nipote…

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Alessandro Nesta compie trentasette anni. È il compleanno del capitano laziale per eccellenza, di colui che ha vinto uno scudetto con l’aquila sul petto e nel cuore, di chi è cresciuto con la Lazio ed ha tifato per Lazio, di chi è andato via per salvare la sua amata. La carriera di Nesta è stata una serie di vittorie memorabili, vissute tra Lazio appunto, Milan e Nazionale, con la quale è diventato campione del mondo. Nel giorno del suo trentasettesimo compleanno, Volfango Patarca, ovvero chi lo ha portato nelle giovanili biancocelesti, lo ha elogiato così ai microfoni di Radio Sei: “Il mio rapporto con lui rimane sempre speciale. Non ci sentiamo quasi mai, ma lui in ogni intervista si ricorda ancora di me, e questo mi basta”.

Patarca non fa più parte del settore giovanile biancoceleste, ecco le sue motivazioni e una frecciatina alla società sul mancato “ingaggio” del nipote: “Ho chiuso con le interviste perché mi sento accusato anche di colpe che non ho, alla Lazio non mi cercano, quindi non vedo perché dovrei cercare chi governa il settore giovanile ora. C’era un momento nel quale potevano prendere il figlio di Ferdinando, dopo che aveva svolto lo stage alla Lazio, quando pensavamo che ci avrebbero chiamato per firmare, non ci hanno chiamato. Ho provato a contattarli, ho parlato con la segretaria, ma non ci hanno fatto sapere nulla, il padre si è arrabbiato e alla fine è andato alla Roma, ed ora è contento di stare lì”. Di Nesta non ne nascono molti: “Non è facile trovare un Alessandro Nesta, è difficilissimo che escano questo tipo di campioni, ci sono ragazzi bravi, ma nessuno a quel livello. Ma il problema è ci sono troppi stranieri nei settori giovanili, che impediscano la crescita dei nostri giovani, perché credo che i giocatori romani siano i più forti”.

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