Milan – Lazio, spunta un retroscena sull’espulsione di Candreva

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A due giorni di distanza dalla sconfitta di San Siro contro il Milan, l’ambiente della Lazio non riesce ancora a spiegarsi la decisiva espulsione di Antonio Candreva dopo soli 17 minuti di gioco che, di fatto, ha spianato la strada all’arrembaggio rossonero. Un episodio davvero controverso che, nonostante le diverse rassicurazioni sulla validità della chiamata di Rizzoli, ha lasciato l’amaro in bocca all’intero mondo biancoceleste. Una delusione forte, provata da una squadra che ha fatto di tutto per giocare alla pari in casa di un avversario blasonato come il Milan e che, dopo poco più di un quarto d’ora, si è vista scippare la possibilità di lottare fino all’ultimo. Il misterioso episodio dell’espulsione di Candreva, intanto, si infittisce sempre di più. Come rivelato dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, infatti, il lungo conciliabolo di quasi due minuti tra Rizzoli, l’arbitro addizionale Giannoccaro ed il quarto uomo ha palesato la totale indecisione del direttore di gara sull’identità del giocatore che ha commesso fallo su El Sharaawi. Inizialmente, Rizzoli punta il dito contro Biava ma poco dopo è lo stesso Candreva ad ammettere la responsabilità dell’intervento: il fischietto della sezione di Bologna a questo punto non ha più dubbi ed estrae il rosso per il centrocampista laziale. Il tutto senza aver interpretato il proseguimento dell’azione, con la corsa di El Sharaawi destinata ad incrociare il recupero in diagonale di Dias che vorrebbe dire giallo a Candreva per un fallo al limite dell’area, non un rosso per intervento da ultimo uomo. E Milan – Lazio, probabilmente, sarebbe stata tutta un’altra partita.

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