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…E poi arriva ‘Alberto’: un ‘Lupo’ diventato aquila

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Dopo tanta panchina e qualche apparizione, Luis Alberto sveste la tuta e regala un pareggio alla Lazio, in una partita ricca di emozioni

In molti avranno storto la bocca al momento del suo ingresso in campo: correva il minuto 81, era appena stato subito il gol di Pandev e il mister tenta la carta della disperazione, chiamata Luis Alberto. Lo spagnolo si posiziona tra le linee, facendo da raccordo tra centrocampo e attacco: qualche tocco di classe e la ricerca dell’ultimo passaggio che non arriva. Il suo ruolo, quello del trequartista, gli impone freddezza e responsabilità, come quella che si è preso al minuto 91: bordata dai 30 metri e palla dove Lamanna non può arrivare. Corsa piena di gioia e orecchio bene in vista sotto a sotto quelli che da ieri, sono diventati anche i suoi tifosi. Poteva andare incontro alla figuraccia con quella conclusione da lontano e invece ecco servito il Jolly. Dai suoi piedi poteva nascere anche l’occasione del clamoroso vantaggio, ma il colpo di testa di Milinkovic termina di un soffio fuori. Tra l’incredulità generale, l’uomo partita si chiama Luis Alberto. L’oggetto misterioso arrivato dal Liverpool in estate e preso raramente in considerazione da Inzaghi. Le precedenti apparizioni non avevano lasciato il segno, anche se il minutaggio era stato minimo. Di lui si ricordano l’assist per Lombardi in Lazio-Crotone (gol poi ingiustamente annullato) e un palo in Lazio-Atalanta. Due buone prestazioni consecutive che però non gli hanno permesso di trovare più spazio almeno fino a ieri. Chissà se d’ora in poi cambierà qualcosa, di sicuro Inzaghi d’ora in avanti, sa di avere una freccia in più nel proprio arco.

NUOVO INIZIO – Esultanza rabbiosa, forse un po’ polemica. Esultanza da cui qualcosa potrebbe iniziare e non finire. Fino a ieri alle 14:59, il futuro di Luis Alberto sembrava scritto: finale di stagione passato in panchina, aspettando il prossimo mercato  per andare a cercare fortuna altrove. Adesso invece? Qualcosa potrà cambiare o forse no. Certamente, in pochi avrebbero pensato ad uno scenario simile, dopo ben 8 mesi di anonimato. Anzi forse qualcuno si:  «Luis si sta allenando bene e mi sta mettendo in difficoltà da tre mesi a questa parte, in alcune circostanze mi dispiace non averlo schierato» – cosi parla mister Inzaghi.
Lo spagnolo aveva sempre mostrato molta partecipazione anche quando non veniva chiamato in causa. Nei due derby era uno dei più felici sotto la curva e anche nelle altre occasioni, ha sempre accettato qualsiasi decisione con il sorriso sulle labbra. Essendo lui un trequartista atipico, è stato molto penalizzato dal modulo con due esterni. Quando è arrivato (il 31 agosto) non si poteva ambire a qualcosa di meglio e quindi, meglio prendere che lasciare. Dal Ferraris di Genoa e da quel minuto 91 può iniziare tutta un’altra storia. Una storia da Lazio, dove tutto sembrava perso e invece, ecco poi arrivare il colpo di scena. Gol da grande campione e morale alle stelle per un punto importantissimo arrivato dai suoi piedi. Il finale di una partita che potrebbe coincidere con un nuovo inizio tutto da scrivere. Alberto per un giorno e chissà per quanti altri ancora, sveste i panni del ‘Lupo’ e diventa un’aquila.

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