Lotito tuona dopo il tonfo di Siena: “Basta brutte figure”

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Come riporta il Corriere dello Sport, a Claudio Lotito proprio non è andato giù il crollo della Lazio a Siena. Dopo il fischio finale, accompagnato dal d.s. Tare, il patron laziale ha fatto irruzione negli spogliatoi. Squadra e tecnico sono stati tenuti a rapporto per circa quaranta minuti. Il presidente che a gennaio ha stanziato circa venti milioni di euro in premi non ha affatto gradito l’approccio alla gara della squadra. Successe la stessa cosa anche lo scorso anno, sempre a Siena in occasione di un’altra roboante sconfitta (4-0 ndr).

LE PAROLE DI BIAVA – A metterci la faccia per primo è stato Giuseppe Biava, leader di una difesa che da qualche partita a questa parte non sembra più il fortino impenetrabile di inizio stagione: “Chiediamo scusa per questa partita non da Lazio, giovedì contro il Borussia faremo una partita all’altezza. Non ci aspettavamo questa disfatta, questa lezione deve servirci. E’ stata una brutta serata, una delle Lazio più brutte degli ultimi anni. Siamo partiti male, la reazione è stata sterile. L’anno scorso abbiamo preso 4 gol a Siena, stavolta 3. Non so cosa sia successo, faremo di tutto per far sì che certe partite non accadano più”. Il difensore lombardo crede si tratti soprattutto di una mancanza di energie nervose: A Siena non c’eravamo, non è un problema fisico bensì mentale, ci dispiace perchè era una partita fondamentale. Giocare ogni tre giorni non è semplice, qualcosa a livello mentale si paga, ma non è una scusante. Non credo sia una questione fisica, non siamo crollati nel secondo tempo, è andato tutto storto sin da subito. Anche le altre squadre che hanno giocato in Europa hanno steccato. Conoscevamo i risultati delle inseguitrici, era una partita da sfruttare, siamo dispiaciuti”.

ATTENUANTI – L’impegno europeo si può dire sia stato tutt’altro che una passeggiata, quindi è normale si sia pagato qualcosa in termini di stnchezza. Un altro aspetto da tenere in assoluta considerazione sono le pesanti assenze di Klose, Mauri e Ledesma, pedine a dir poco fondamentali nello scacchiere di Petkovic, che a gennaio non ha ricevuto i rinforzi adeguati.

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