Lotito amareggiato: “Se critichiamo il giorno prima della sentenza chi deve giudicare…”

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L’UEFA non ha lasciato scampo. Confermati i due turni a pure chiuse e i 40mila euro di molta. La Lazio e il presidente Lotito hanno fatto di tutto per avere, quantomeno, uno sconto della pena. Il patron biancoceleste si è presentato a Nyon per parlare direttamente con la federazione europea, tutto questo però, non è servito a niente, come spiegato da lui stesso ai microfoni di Lazio Style Radio: “Tempo perso. Siamo arrivati lì, tutto quello che abbiamo portato a discolpa non è servito a nulla. Anche quello che è successo ieri sera se non altro ha inciso psicologicamente: se il giorno prima esponiamo striscioni contro chi deve giudicare non è che aiuta”. E’ un Lotito amareggiato, la UEFA non è affatto tornata sui propri passi: “Le motivazioni ancora non le sappiamo. Ci hanno fatto parlare, esporre i fatti, ci hanno chiesto anche come ci siamo comportati ieri sera. Dopodiché ci hanno fatto rientrare, comunicandoci il verdetto. Non è servito nulla venire qua, sprecare quattro giorni di ricorsi e spese, è stata la storia di una morte annunciata. Quello che i tifosi non capiscono è che questi sono danni irreparabili: se il giorno prima del verdetto viene esposto uno striscione contro chi deve giudicare, ditemi se è una cosa intelligente. I danni non li fanno alla società ma a loro stessi, perché non potranno andare allo stadio e favoriranno gli avversari. I tifosi per bene dovrebbero emarginare coloro che fanno solo danni. Ormai l’immagine l’abbiamo distrutta”. L’ipotesi del terzo grado non convince: “La partita c’è giovedì, ma poi è una perdita di tempo. Ora valuteremo queste cose, ma è un sistema che non accetta attenuanti: danno per scontato che quello che dicono loro è la verità, per loro vale solo il rapporto del loro delegato”.

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