Lenzini jr.: “Mio nonno Umberto stravedeva per Chinaglia”

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Oggi Il Messaggero riporta le parole di Andrea Lenzini, nipote di Umberto, presidente della Lazio nell’anno del primo scudetto. Domani è l’anniversario della morte di Chinaglia e quindi Lenzini jr. ha parlato della Lazio di quegli anni: Mio nonno stravedeva per Chinaglia; lo aveva portato lui e gli voleva un gran bene, forse addirittura troppo visto che Long John talvolta se ne approfittava. Una volta il nonno aveva fissato 50mila lire a testa, come premio partita, però Chinaglia, non soddisfatto, lo convinse ad aumentarlo a 600mila. Il presidente gli concedeva tutto, era lui che discuteva i contratti dei compagni di squadra. Aveva personalità e carisma, era il re dello spogliatoio: lui chiedeva, il nonno accettava perché non sapeva dirgli di no. Quando se ne andò a giocare negli Stati Uniti mio nonno ci rimase male, si sentì tradito dal suo pupillo, dal quale non si sarebbe mai aspettato una cosa del genere, gli sembrò di ricevere una pugnalata alla schiena, e non per il mancato guadagno. Il nonno teneva tanto al rapporto umano e questo episodio lo segnò molto, però nonostante tutto continuò a voler bene a Chinaglia, aveva un legame affettivo con lui e tutto ciò non poteva svanire. Adesso nessuno si ricorda di Umberto Lenzini, non gli hanno dedicato nulla, neppure una strada”.

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