«KIA», formula magica per centrare la Champions League

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Il tridente dei sogni della Lazio, soprannominato KIA (Keita, Immobile, Anderson), è la formula magica che può portare i biancocelesti in Champions League

Sognare non è un peccato, non provarci potrebbe esserlo. La Lazio è in pista, deve continuare a ballare, la Champions League non è un obiettivo semplice da raggiungere ma il Napoli dista solamente quattro lunghezze. I ragazzi di Simone Inzaghi stanno vivendo un momento di forma fisica e mentale strepitoso, dovuto anche e soprattutto alla vittoria nel derby d’andata di Coppa Italia, non hanno alcuna intenzione di abbassare il ritmo della danza. In particolar modo il tridente, ora che l’ingranaggio gira perfettamente e la «KIA» è diventata una macchina da guerra perfetta. Le parole pronunciate ieri da Felipe Anderson spingono i biancocelesti a credere nel sogno. Il gol segnato al Torino l’ha rivitalizzato, non segnava in campionato da Lazio-Genoa (3-1) del 20 novembre scorso, ma il suo contibuto non è mai mancato in termini di assist decisivi. Come sottolinea l’edizione odierna del Corriere dello Sport, il brasiliano nel 3-4-2-1 utilizzato contro Roma e Bologna, gioca più centrale, da lì gli viene più naturale calciare in porta. Quando parte largo nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1 (modulo utilizzato ad esempio contro il Torino) fa più fatica a trovare lo specchio. E’ stato bravo lunedì sera, nel finale s’è fatto trovare pronto sull’assist di Senad Lulic tagliando la difesa granata, infilandosi in area. Sulla fascia resta confinato, deve essere lasciato libero di svariare sulla trequarti d’attacco, può disegnare magie come il colpo di tacco per Ciro Immobile.

IMMOBILE – L’attaccante di Torre Annunziata segna a raffica, è arrivato a quota 17 in campionato (19 gol stagionali). Un bomber così prolifico non c’era mai stato nell’era Lotito, eppure di bomber ne sono passati da Formello (Tommaso Rocchi e Miroslav Klose in primis). Ciro Immobile s’è segnalato come il primo giocatore della Lazio a segnare almeno 17 volte in un singolo campionato dopo Hernan Crespo (26 gol nel 2000/01). L’ex Torino non s’accontenta, non vuole fermarsi, deve segnare ancora e sempre per garantire al suo club il ritorno in Europa, in quale competizione si vedrà.

KEITA – La parabola dello “spaccapartite” si è riproposta. Keita da subentrato (8 volte) ha regalato 2 assist e 2 gol (rispetto agli otto totali siglati in campionato). Il senegalese è rimasto in panchina contro la Roma, a Bologna e contro il Torino. Conta di esserci domenica a Cagliari e sogna di raggiungere la doppia cifra per la prima volta in carriera. Tenerlo fuori dopo le prodezze dell’ultimo periodo non è facile e a questo punto non sarebbe conveniente. Inzaghi dovrà fare i conti con la squalifica di Milinkovic e con vari giocatori acciaccati, non può permettersi di lasciare in panchina i calciatori più in forma.

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