Gonzalez e la Lazio, un binomio inscindibile

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In ogni squadra, grande o piccola, sono presenti giocatori definiti “insostituibili”. Giocatori che non possono riprendere fiato, giocatori di cui l’allenatore non può fare a meno. Guardando alla Lazio, se si parla di “insostituibile”, non può non venire in mente Klose, o il profeta Hernanes. Non si può non pensare a Marchetti, o al puntualissimo Biava. Eppure, l’unico vero giocatore indispensabile della formazione biancoceleste porta il nome di Alvaro Gonzalez. Motorino incredibile del centrocampo laziale, quest’anno il “tata” è uno dei migliori per rendimento e costanza. Fa filtro in mezzo al campo, ripiega, si inserisce. E segna. Proprio come nella gara di oggi, la firma del gol della sicurezza contro il Borussia Moenchengladbach porta la sua firma. Ormai ci sta prendendo gusto. Non si ferma mai, non sbaglia mai partita. Ci mette impegno e grinta, è il vero trascinatore di questa Lazio.

Oltre alla trasferta di Siena, le debacle quest’anno sono arrivate a Napoli (0-3) e a Catania (0-4), gare in cui Gonzalez non era presente per infortunio. Coincidenza? Forse. E pensare che al suo arrivo, nel 2010 con Reja, l’addio dalla Lazio era vicino. C’era poco spazio e l’ambientamento iniziale non fu così positivo. Gonzalez ha però lavorato in silenzio, conquistando la fiducia di tutti, anche di Petkovic. La società lo considera fondamentale, gli ha appena rinnovato il contratto. Il matrimonio continua, per la felicità di tutti. Della Lazio, di Gonzalez e dei tifosi. Ma soprattutto di Petkovic. Perchè in fondo si sa, è sempre meglio tenerseli i giocatori insostituibili.

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