Casiraghi ci crede: “La Lazio può alzare una coppa, mentre in campionato…”

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Periodo non facile per la Lazio che nonostante tutto è ancora in corsa per il terzo posto, l’Europa League ed è in finale di Coppa Italia. Ad analizzare il momento dei biancocelesti è stato Pierluigi Casiraghi, cinque stagioni tra i capitolini con 140 presenze e 41 gol. Lui che nel 1997/1998 faceva parte della squadra guidata da Eriksson che vinse la Coppa Italia e perse la finale dell’allora Coppa Uefa, prova a indicare la via da seguire a Petkovic ed i suoi. Ecco il testo dell’intervista rilasciata ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

A un certo punto si trovò davanti un bivio. Giocare ogni partita alla morte o dedicarsi alle coppe?
Non fu una scelta consapevole. Il calciatore è competitivo di natura, non vuole perdere neanche le partitelle in allenamento. Però è normale che le partite decisive per vincere un trofeo venissero affrontate con tutte le energie rimaste.

In campionato vi fermaste: cinque punti nelle ultime nove partite. Ricorda?
Certamente. Forse non avevamo la rosa per tre fronti, alla fine a livello fisico arrivammo “spremuti”, gli ultimi due mesi giocarono sempre gli stessi. Per fortuna c’erano grandi giocatori, riuscimmo a portare a casa la Coppa Italia e arrivare in finale di Coppa Uefa. Persa male, anche per stanchezza.

La Lazio di Petkovic, in Italia, è crollata prima.
È un altro calcio, difficile fare paragoni. È evidente, però, che lavorare sempre con le settimane corte, giocare ogni tre giorni senza lasciare qualcosa per strada è impossibile. La Lazio è stata anche sfortunata.

Si poteva fare meglio nell’ultimo periodo?
Non credo, anche perché a Petkovic sono venuti a mancare uomini importanti. Hernanes, Mauri, poi Klose, un’assenza determinante. Almeno Floccari e “il ragazzino” (Kozak, ndr) segnano con continuità.

A sette punti dal 3° posto, il campionato va mollato?
No, anche perché se poi dovessero andare male le coppe ci sarebbero solo rimpianti. Per come si sono messe le cose, le coppe devono avere la priorità, ma lasciarsi andare in campionato non sarebbe giusto. Piuttosto, faccio i complimenti a Petkovic: lo spirito con cui la Lazio ha affrontato l’Europa League è nuovo per l’Italia e ammirevole.

La classifica attuale rispecchia il valore reale della Lazio?
No, ma proprio perché la Lazio gioca ogni tre giorni poi queste cose si pagano. Il Napoli ha fatto la scelta di puntare sul campionato e dall’Europa è uscito male. Persino la Juventus, a tratti, ha sofferto gli impegni ravvicinati.

Viste le ultime stagioni, nel mercato di gennaio si poteva fare di più?
Saha fino a questo momento non ha dato una mano, però a gennaio non è facile pescare. Questi ragionamenti dovrebbero essere fatti a giugno.

Chi può essere, ora, l’uomo chiave?
Più che un uomo, un reparto: il centrocampo. Se Petkovic riuscisse a giocare con quei cinque al 100%, sarebbe un grande punto a favore.

La Lazio può alzare una coppa?
Certo. Il Fenerbahce nei quarti non è un ostacolo impossibile. In Europa League può arrivare fino in fondo, poi in finale giochi con il 50% di possibilità, a prescindere dall’avversaria.

Visto che è molto pratico del mezzo, un tweet per la Lazio?
Non lasciare nessuna delle tre competizioni, andare avanti fino in fondo e non mollare niente. Sono rientrato nei 140 caratteri, sì?.

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