Burak Yilmaz: l’ambasciatore della moderna Turchia (calcistica)

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Qual’è l’eroe nazionale più acclamato che la Turchia può annoverare nella propria memoria storica? Ce ne sono due, diversi per ambiti ma identici per ambizione e coraggio. Anno 1923. Il militare e leader dei Giovani Turchi fonda e diviene presidente della Repubblica Turca. Il suo nome è Kemal Ataturk. A 43 anni diventa un gigante e padre della Turchia moderna sotto cui viene anche formalizzata la nascita della disciplina calcistica. A suo modo veniva considerato un rivoluzionario moderno.

Anno 2013. Nel paese un ariete d’attacco si fa largo come ambasciatore e leader turco del Galatasaray e della Nazionale. Il suo nome è Burak Yilmaz. A 27 anni sale alla ribalta a suon di gol (14 in 20 match di campionato;7 in altrettante gare di Champions) e di ottime prestazioni, tali da far lievitare il costo del suo cartellino intorno ai 40 milioni. Gigante lo è già. Sia fisicamente sia qualitativamente. Altrimenti non si spiega perchè l’ariete di Adalia, che fino al 2010 veniva considerato solo una giovane ma acerba promessa, riusciva a segnare ben 55 reti in 75 match con la maglia del Trabznospor. Sufficienti ad attirare l’attenzione di squadre europee, tra cui la Lazio, che poteva farlo sbarcare nella capitale per soli 5 milioni. Niente da fare. Si accasa a Istanbul, al Galatasaray, la squadra dei vari ex campioni Taffarel, Popescu, Hagi, sulle orme dei quali si trova l’ormai top player Burak Yilmaz. Perfino Guus Hiddink, l’ex ct della Nazionale turca lo definiva un calciatore professionista moderno. Non a caso ribattezzato “il nuovo mister 40 milioni di euro“, come precisa Unat Aysal, presidente del Galatasaray. Una miniera d’oro che fa gola a molti club europei. Uno slancio occidentalizzante. Questo era lo scopo della moderna Turchia di Ataturk. Lo è ancora adesso, soprattutto in quella calcistica. La moderna Turchia di Yilmaz.

 

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