Andamento lento, il lato B della Lazio

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Nove partite e otto punti conquistati. Vi starete chiedendo di chi stiamo parlando, forse di una squadra che lotta per la salvezza? Acqua. E’ un team già retrocesso? Nemmeno. Allora è una di quelle squadre che si addormentano quando inizia la primavera? Ancora acqua. Se vi suona strano che una squadra che fino a poco fa lottava per lo scudetto e adesso si trova immischiata nella corsa per l’Europa faccia solo tutti questi punti nel girone di ritorno allora siete sulla strada buona per indovinare: stiamo parlando della Lazio. Spavalda in Europa quanto docile in Serie A, la squadra di Petkovic sta tenendo un andamento simile a quello del Palermo (dove esonerano per molto meno) ma compie imprese come qulla di Stoccarda.

Giocano sempre i soliti, questo è vero, ma come afferma il mister bosniaco a certi livelli non può e non deve essere un alibi. Se a Milano lo zampino di Rizzoli si è sentito, stasera la Lazio ha davvero giocato molto al di sotto delle sue possibilità. La Fiorentina ha fatto ciò che voleva anche in virtù dei palleggiatori circensi in dote a Montella, ma i capitolini sono entrati tardi nel match e non hanno quasi mai impensierito a dovere Viviano. Serve ripartire, ha detto Mauri, e non c’è ombra di dubbio, ma forse servirebbe anche qualche ripensamento – Cavanda? – visto che a destra Pereirinha sembra sempre fuori ruolo. Poi ci si mette anche la sfortuna, visto che Klose non gioca quasi due mesi ed è sulla via del ritorno. Anche la forma non è eccellente, Hernanes deve tornare quello di inizio stagione e non giocare con indolenza. Insomma, c’è da lavorare per non sprecare quanto di buono fatto finora e per non cadere nuovamente nella maledizione del fotofinish.

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